Sandro Ciotti

18 luglio 2003. Muore Sandro Ciotti, voce ruvida e storica della Rai e della Domenica Sportiva.

18 Luglio 2025 - 07:30--Anniversari-
18 luglio 2003. Muore Sandro Ciotti, voce ruvida e storica della Rai e della Domenica Sportiva.

Sandro Ciotti muore il 18 luglio 2003 a Roma, a 75 anni.
Con lui si spegne un’epoca della radio italiana, ma non la sua voce, che continua a risuonare nella memoria collettiva.
È difficile pensare al calcio, agli anni d’oro della Rai e alla narrazione sportiva senza evocare il suo timbro inconfondibile: graffiante, inimitabile, scolpito dal fumo e dalla passione.

Dalla musica al giornalismo: una carriera poliedrica

Sandro Ciotti nasce a Roma il 2 novembre 1928.
Prima di diventare giornalista, si dedica alla musica: firma oltre cento canzoni, alcune delle quali interpretate da Domenico Modugno, come Vecchio Frac.
A metà degli anni Cinquanta abbandona la canzone per il giornalismo e nel 1956 entra alla Rai.
Comincia a collaborare con il Giornale Radio, ma è il programma Tutto il calcio minuto per minuto, dal 1959, a consacrarlo come voce iconica della cronaca sportiva.

Non solo calcio: cinema, Sanremo e cultura popolare

Sandro Ciotti racconta oltre duemila partite, ma la sua attività va oltre lo sport.
Cura rubriche culturali, conduce programmi musicali, partecipa a otto Festival di Sanremo come inviato e intervistatore.
Lavora con Federico Fellini nel film Roma, nel ruolo di se stesso.
La sua capacità di adattarsi a contesti diversi, sempre con la stessa autorevolezza, lo trasforma in un punto di riferimento del servizio pubblico.
Il suo linguaggio asciutto, mai banale, sa tenere compagnia a milioni di ascoltatori e nonostante la progressiva perdita della vista, continua a lavorare con passione, fino a pochi mesi prima della morte.

La morte e il saluto dell’Italia

Sandro Ciotti muore il 18 luglio 2003, in una clinica romana, per complicazioni respiratorie.
Il mondo del giornalismo, dello sport e della musica gli rende omaggio con commozione e riconoscenza.
I funerali si svolgono in forma privata, ma il cordoglio è nazionale, il suo microfono si spegne, ma quella voce, densa come la vita che raccontava, rimane.

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