2 gennaio: Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno.

Nome: Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno
Titolo: Vescovi e dottori della Chiesa
Ricorrenza: 2 gennaio
Il 2 gennaio si celebra la memoria congiunta di San Basilio Magno e San Gregorio Nazianzeno.
Sono due tra le figure più autorevoli del cristianesimo dei primi secoli.
Appartengono al gruppo dei Padri cappadoci e condividono un’amicizia profonda, fondata sulla fede e sulla ricerca teologica.
Difendono con decisione la dottrina trinitaria contro l’arianesimo e contribuiscono in modo decisivo allo sviluppo del pensiero cristiano.
Nel 1568 vengono proclamati dottori della Chiesa da San Pio V.
San Basilio Magno, vescovo e legislatore della vita monastica.
Basilio nasce intorno al 330 a Cesarea di Cappadocia, in una famiglia cristiana di straordinaria testimonianza.
Tra i suoi fratelli figurano diversi santi, tra cui San Gregorio di Nissa.
Dopo gli studi a Costantinopoli e ad Atene, sceglie una vita di radicale sequela evangelica.
Fonda una comunità monastica che diventa modello per il monachesimo orientale.
Con le Regole maggiori e minori offre una struttura spirituale e pratica ancora oggi seguita.
Nel 370 diventa vescovo di Cesarea.
Si oppone con fermezza all’arianesimo e difende la fede nicena.
Scrive opere fondamentali sullo Spirito Santo, che gli valgono il titolo di Dottore dello Spirito Santo.
Accanto all’impegno dottrinale sviluppa una vasta opera caritativa.
Organizza ospedali, ricoveri per poveri e strutture di accoglienza per i pellegrini.
Muore nel 379, lasciando un’eredità teologica e pastorale di straordinario valore.
San Gregorio Nazianzeno, teologo e poeta della Trinità.
Gregorio nasce nel 329 ad Arianzo, nei pressi di Nazianzo.
Cresce in una famiglia profondamente cristiana.
Studia a Cesarea, Alessandria e Atene, dove nasce l’amicizia con Basilio.
Preferisce una vita di silenzio e contemplazione, ma accetta incarichi pastorali per obbedienza alla Chiesa.
Nel 379 diventa vescovo di Costantinopoli.
In una città segnata dall’arianesimo, ristabilisce l’ortodossia cattolica con la forza della parola e della dottrina.
I suoi Discorsi teologici sulla Trinità sono considerati tra i testi più alti del pensiero cristiano.
Scrive omelie, lettere e poesie che uniscono profondità teologica e sensibilità letteraria.
Viene soprannominato il Demostene cristiano per la sua straordinaria eloquenza.
Si ritira infine nella sua terra natale, dove muore nel 389.
Un’amicizia che diventa testimonianza di fede.
La memoria comune del 2 gennaio viene stabilita da Paolo VI.
La Chiesa sceglie di ricordare insieme Basilio e Gregorio come segno di comunione spirituale e intellettuale.
La loro amicizia mostra come il dialogo, la fedeltà alla verità e la carità possano diventare fondamento della vita cristiana.































































