6 febbraio 1918. La morte del geniale artista Gustav Klimt

6 Febbraio 2026 - 08:30--Anniversari, Primo piano-
6 febbraio 1918. La morte del geniale artista Gustav Klimt

Gustav Klimt: biografia, stile e opere del maestro della Secessione

Il geniale, rivoluzionario artista Gustav Klimt muore a Vienna il 6 febbraio 1918.

Era nato il 14 luglio 1862 a Baumgarten, allora sobborgo della capitale austriaca.

Secondo di sette figli, cresce in una famiglia modesta di origine boema, legata al mondo dell’oreficeria.

Fin da giovane mostra un forte talento artistico.

Insieme al fratello Ernst frequenta la Scuola di Arti e Mestieri di Vienna.

Questa scelta gli consente di sostenere economicamente la famiglia e di sperimentare tecniche come il mosaico, l’intaglio e la decorazione.

La sua formazione avviene nel clima di profonda trasformazione culturale della fine dell’Ottocento.

Il Liberty europeo, chiamato in Austria Jugendstil, rompe progressivamente le regole accademiche.

Klimt diventa il principale interprete di questo cambiamento.

Nel 1897 fonda la Secessione Viennese, un gruppo di artisti e architetti che rifiuta il conformismo ufficiale.

Il movimento persegue l’idea di opera d’arte totale, capace di unire pittura, architettura, scultura e design.

Gli anni della formazione, il successo e la crisi creativa

Durante gli anni giovanili Klimt lavora intensamente come decoratore.

Collabora con Franz Matsch e con il fratello Ernst.

Il gruppo realizza importanti cicli pittorici per teatri e palazzi pubblici.

Tra questi spiccano le decorazioni del Burgtheater di Vienna.

Nel 1888 riceve la Croce d’oro al merito artistico dall’imperatore Francesco Giuseppe I.

Il riconoscimento segna il momento di massima adesione allo stile accademico.

Nel 1892 la morte del padre e del fratello interrompe bruscamente questo percorso.

Klimt affronta una profonda crisi personale e creativa.

La Secessione e lo scandalo dell’Università di Vienna: l’arte come rottura e libertà

Nel 1897 Klimt guida la nascita della Wiener Secession.

Il gruppo pubblica la rivista Ver Sacrum, destinata a influenzare la grafica moderna.

La svolta definitiva arriva con le decorazioni per l’Università di Vienna.

Le allegorie di Filosofia, Medicina e Giurisprudenza suscitano polemiche feroci.

Le figure femminili appaiono troppo sensuali e anticlassiche.

Di fronte alle critiche, Klimt prende una decisione netta.

Rifiuta ogni compromesso con l’arte ufficiale.

Da questo momento lavora in totale autonomia.

gustav klimt 1

Il periodo aureo: oro, simbolismo e sensualità

Nel 1903 un viaggio a Ravenna segna una svolta decisiva.

Klimt rimane affascinato dai mosaici bizantini.

L’oro diventa elemento centrale della sua pittura.

Nascono così capolavori assoluti.

Giuditta I esalta il tema della femme fatale.

Il Bacio celebra l’amore in una dimensione senza tempo.

L’Albero della vita sintetizza simbolismo e decorazione.

Le opere del periodo aureo uniscono sensualità, astrazione e preziosità materica.

L’ultima fase e la maturità espressiva: verso un linguaggio più libero e moderno

Dopo il 1909 Klimt abbandona progressivamente l’oro.

Si avvicina a una pittura più materica e dai colori accesi.

Dialoga idealmente con l’Espressionismo e l’Impressionismo.

Opere come Le tre età della donna mostrano una nuova profondità emotiva.

Il tema del tempo e della fragilità umana emerge con forza.

Nel 1911 vince il premio all’Esposizione Internazionale d’Arte di Roma.

Nel 1918 l’influenza spagnola pone fine alla sua vita.

Molti dipinti restano incompiuti.

Dove vedere le opere di Gustav Klimt. Musei e collezioni principali

Vienna custodisce il nucleo più importante delle sue opere.

Il Palazzo della Secessione rappresenta il simbolo del movimento.

L’Österreichische Galerie Belvedere ospita Il Bacio e Giuditta I.

In Italia si conservano capolavori fondamentali.

Roma espone Le tre età della donna alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

Venezia custodisce Giuditta II a Ca’ Pesaro.

Piacenza conserva il celebre Ritratto di signora, ritrovato nel 2019.

Laura Persico Pezzino

 

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