Sharon Tate

9 agosto 1969. Muore Sharon Tate, l’orrore della setta di Manson.

9 Agosto 2025 - 06:00--Anniversari-
9 agosto 1969. Muore Sharon Tate, l’orrore della setta di Manson.

Una stella nascente

Sharon Tate incarna, negli anni Sessanta, l’ideale della bellezza americana: dolce, radiosa, capace di imporsi senza arroganza.
Nasce a Dallas, Texas, nel 1943, e cresce spostandosi di base in base, figlia di un ufficiale dell’esercito.
La macchina del cinema si accorge presto di lei: il debutto avviene sul piccolo schermo, ma è il film Per favore, non mordermi sul collo! di Roman Polański – suo futuro marito – a segnare la svolta.

Tra glamour, commedia e la promessa di un futuro

Sharon Tate non interpreta ruoli da diva inarrivabile.
Il pubblico la ama per quel tratto naturale che mescola fascino e ironia.
In La valle delle bambole (1967) conquista una nomination ai Golden Globe.
Il cinema la cerca, la moda la celebra, le riviste la mettono in copertina: è una delle “it girl” del momento, ma senza eccessi.
Ama i suoi cani, sogna una casa tranquilla, desidera una famiglia.
Nel 1968 sposa Roman Polański e resta incinta del loro primo figlio.

Sharon Tate, simbolo di un’epoca che si incrina

Hollywood si prepara a celebrare una nuova stella, ma il destino la spezza brutalmente.
Nella notte tra l’8 e il 9 agosto 1969, mentre si trova nella villa di Cielo Drive, sulle colline di Los Angeles, viene assassinata da membri della “Family” di Charles Manson.
Sharon ha 26 anni ed è all’ottavo mese di gravidanza.
Con lei muoiono altre quattro persone, in uno dei delitti più efferati e simbolici del secolo.
L’America si sveglia, il giorno dopo, più disillusa e spaventata.
Quel massacro non è solo cronaca nera: segna la fine del sogno hippy, l’incrinarsi del mito della “Summer of Love”.

Morte, memoria e un’eredità di bellezza e giustizia

I funerali di Sharon Tate si svolgono il 13 agosto 1969, a Los Angeles.
Riposa nel cimitero di Holy Cross, accanto al figlio mai nato.
Sua madre Doris, scossa dal dolore, diventa un’attivista per i diritti delle vittime.
Oggi Sharon Tate resta impressa nella memoria collettiva non solo come vittima, ma come figura luminosa e mai dimenticata.

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