Funerali di Stato in Italia: chi ne ha diritto e quanto costano

Funerali di Stato: il massimo omaggio pubblico che la Repubblica Italiana può tributare a una persona scomparsa
Non sono semplicemente cerimonie molto partecipate o trasmesse in diretta televisiva.
Si tratta di esequie disciplinate dalla legge, organizzate attraverso un preciso cerimoniale e sostenute economicamente dallo Stato.
La normativa di riferimento è la legge numero 36 del 7 febbraio 1987, entrata in vigore il 10 marzo dello stesso anno.
Il provvedimento stabilisce chi ne abbia diritto e in quali circostanze il Governo possa concederli ad altre personalità.
Cosa sono i funerali di Stato
Le esequie di Stato sono cerimonie funebri ufficiali con le quali la Repubblica rende omaggio a determinate cariche istituzionali o personalità illustri.
L’organizzazione coinvolge la Presidenza del Consiglio dei Ministri e, in particolare, l’Ufficio del Cerimoniale di Stato.
La famiglia conserva comunque un ruolo centrale.
Sceglie il luogo della celebrazione, consultandosi con il Cerimoniale, e può indicare una forma religiosa oppure laica.
La legge disciplina soprattutto l’assunzione delle spese da parte dello Stato.
Le modalità della cerimonia dipendono invece dal protocollo, dalla posizione ricoperta dal defunto e dalle volontà dei familiari.
A chi spettano obbligatoriamente
La legge individua cinque alte cariche dello Stato:
- Presidente della Repubblica;
- Presidente del Senato;
- Presidente della Camera dei Deputati;
- Presidente del Consiglio dei Ministri;
- Presidente della Corte Costituzionale.
Il diritto vale sia quando il decesso avviene durante il mandato sia dopo la sua conclusione.
Rientra quindi nella disciplina anche un ex Presidente della Repubblica o un ex Presidente del Consiglio.
La norma comprende inoltre i ministri deceduti mentre sono ancora in carica.
Questo dettaglio è importante: un ex ministro non riceve automaticamente i funerali di Stato.
Il Governo può comunque concederli, valutando il contributo offerto alla vita pubblica e alla storia del Paese.
A chi possono essere concessi dal Governo
Il Consiglio dei Ministri può deliberare le esequie di Stato anche per persone prive di un diritto automatico.
La legge parla di personalità che abbiano reso «particolari servizi alla Patria».
Comprende inoltre cittadini italiani, stranieri o apolidi che abbiano dato prestigio all’Italia in diversi ambiti:
- scienze;
- lettere;
- arti;
- lavoro;
- economia;
- sport;
- attività sociali.
La decisione richiede una deliberazione del Consiglio dei Ministri e un successivo decreto del Presidente del Consiglio.
Tra i casi più recenti figurano le esequie di Stato in forma laica di Emma Bonino, celebrate il 15 settembre 2026 in Campidoglio.
Emma Bonino aveva ricoperto l’incarico di ministra, ma non era più in carica.
Il Governo ha quindi disposto le esequie attraverso la procedura prevista per le personalità che hanno dato lustro alla Nazione.
Caduti in servizio e vittime del terrorismo
I funerali di Stato possono essere concessi anche a cittadini italiani, stranieri o apolidi caduti nell’adempimento del dovere.
La legge comprende inoltre le vittime di azioni terroristiche e della criminalità organizzata.
Questa previsione ha consentito di rendere un omaggio nazionale a militari, carabinieri, poliziotti, magistrati e servitori dello Stato.
In alcuni casi le esequie hanno ricordato più vittime della stessa tragedia.
La cerimonia assume allora un significato collettivo e diventa un momento di unità nazionale.
Come si svolgono le esequie di Stato
Il protocollo può cambiare secondo il ruolo del defunto e il luogo scelto.
Esistono però alcuni elementi ricorrenti.
Il feretro viene contornato da sei carabinieri in alta uniforme oppure da sei persone appartenenti allo stesso Corpo militare della persona scomparsa.
Sono previsti gli onori militari all’ingresso e all’uscita dal luogo della celebrazione.
Partecipa un rappresentante del Governo e viene pronunciata un’orazione commemorativa ufficiale.
La Presidenza del Consiglio può stabilire ulteriori adempimenti.
Le bandiere degli edifici pubblici vengono poste a mezz’asta secondo le indicazioni ricevute.
Quelle esposte all’interno vengono abbrunate con due strisce di velo nero disposte a cravatta.
Se il defunto guidava un organo pubblico, la camera ardente può trovare spazio nella sede dell’istituzione.
Negli altri casi prevalgono la volontà familiare, le consuetudini dell’ente e le tradizioni locali.
Funerali religiosi oppure laici
I funerali di Stato non devono necessariamente seguire un rito religioso.
La cerimonia può svolgersi in una chiesa, in una basilica, in un palazzo istituzionale o in un altro luogo adatto.
Nel settembre 2023, per esempio, le esequie dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si svolsero in forma laica alla Camera dei deputati.
Anche la cerimonia per Emma Bonino ha seguito una forma laica, nella Sala della Protomoteca del Campidoglio.
Lo Stato rende dunque l’omaggio istituzionale senza imporre una confessione religiosa.
LPP
Quanto costano i funerali di Stato
Non esiste una tariffa nazionale né una cifra standard.
La legge stabilisce che le spese siano a carico dello Stato, ma non assegna un prezzo fisso a ogni cerimonia.
L’erogazione avviene mediante un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
Il costo varia secondo il luogo, il trasporto funebre, gli allestimenti, la camera ardente e le esigenze organizzative.
Possono incidere anche la durata delle celebrazioni, la partecipazione delle delegazioni e i servizi predisposti dalle diverse amministrazioni.
Per conoscere la spesa effettiva bisogna quindi esaminare il decreto e i successivi documenti contabili relativi a ogni singolo funerale.
Le cifre diffuse sui mezzi d’informazione richiedono cautela.
Talvolta comprendono soltanto i servizi funebri.
In altri casi includono sicurezza, viabilità e altri costi sostenuti dalle amministrazioni coinvolte.
Dire che un funerale di Stato costa sempre una determinata somma sarebbe quindi inesatto.
Funerali di Stato e lutto nazionale non sono la stessa cosa
Le due decisioni possono coincidere, ma restano distinte.
I funerali di Stato riguardano la cerimonia e l’assunzione delle relative spese.
Il lutto nazionale rappresenta invece un atto politico e simbolico deliberato dal Governo.
Durante il lutto nazionale le bandiere vengono esposte a mezz’asta e le istituzioni adeguano le proprie attività.
Non significa però che uffici pubblici, scuole e aziende debbano necessariamente chiudere.
Nel giugno 2023, per esempio, il Governo proclamò il lutto nazionale nel giorno delle esequie di Silvio Berlusconi.
Cosa sono invece i funerali solenni
I funerali solenni vengono disposti quando un evento luttuoso colpisce profondamente la coscienza collettiva.
Possono partecipare le massime autorità dello Stato e possono essere concessi particolari onori.
Non rientrano però automaticamente nella disciplina prevista dalla legge numero 36 del 1987.
La definizione di “solenne” non comporta quindi, da sola, l’assunzione delle spese da parte dello Stato.
È una distinzione sottile, ma fondamentale.
Una cerimonia pubblica, affollata e trasmessa dalla televisione non diventa automaticamente un funerale di Stato.
Le grandi personalità che hanno ricevuto questo onore
Nel corso degli anni la Repubblica ha concesso i funerali di Stato a protagonisti della politica, della cultura e dello spettacolo.
Tra i casi più conosciuti figurano Eugenio Montale, Federico Fellini, Alberto Sordi, Luciano Pavarotti, Mike Bongiorno e Alda Merini.
I funerali di Mike Bongiorno, celebrati nel Duomo di Milano nel 2009, rappresentarono il primo riconoscimento di questo tipo per un personaggio televisivo.
Poche settimane dopo lo stesso onore venne tributato alla poetessa Alda Merini.
Il Duomo di Milano aveva già accolto, nel 1981, le esequie del premio Nobel Eugenio Montale.
Vi furono celebrate anche quelle delle vittime della strage di piazza Fontana e, nel 2023, di Silvio Berlusconi.
L’ultimo saluto della Repubblica
I funerali di Stato non rappresentano soltanto un privilegio riservato alle grandi cariche.
Raccontano il rapporto tra la Repubblica, la memoria collettiva e le persone che hanno segnato la storia nazionale.
Ogni cerimonia conserva la propria identità.
Può essere religiosa o laica, raccolta o partecipata, celebrata in una chiesa oppure dentro un palazzo istituzionale.
Rimane però immutato il suo significato più profondo: trasformare il lutto individuale in un momento pubblico di riconoscenza e memoria.









































