I funerali di Sandro Mazzola

Funerali di Sandro Mazzola, l’ultimo saluto di Milano alla leggenda dell’Inter
21 settembre 2026 – Milano ha salutato Sandro Mazzola, simbolo della Grande Inter e protagonista indimenticabile della Nazionale italiana.
I funerali si sono svolti nella Basilica di Sant’Ambrogio e hanno visto la partecipazione, composta e commossa, di campioni dello sport, dirigenti, ex calciatori di ogni squadra e centinaia di tifosi.
All’esterno della chiesa, il popolo nerazzurro ha accompagnato il feretro con applausi e cori.
L’omaggio dei tifosi a Sandro Mazzola
La bara, decorata con rose e ranuncoli bianchi, portava la storica maglia nerazzurra numero 8.
Al termine della celebrazione, i tifosi hanno intonato “Sandro, Sandro” e “Uno di noi”.
La folla ha poi ricordato la leggendaria formazione della squadra guidata da Helenio Herrera.
Quando è risuonato il nome di Mazzola, un lungo applauso ha attraversato il piazzale della basilica.
Il carro funebre si è allontanato tra due ali di persone.
Successivamente, il feretro ha raggiunto il cimitero di Monza, dove si è svolta la tumulazione in forma privata.

La lettera di Massimo Moratti
Uno dei momenti più commoventi della cerimonia è arrivato con la lettura della lettera scritta da Massimo Moratti.
L’ex presidente dell’Inter ha ringraziato Mazzola per il suo stile, la determinazione e le emozioni regalate ai tifosi.
Vale la pena riportare integralmente le parole che Moratti ha dedicato a Mazzola:
Ciao Sandro, grazie per l’eredità che ci lasci, del ricordo del tuo stile, della tua determinazione, della tua caparbietà.Grazie per i gol, bellissimi, che ci hanno fatto gioire. Hai suscitato entusiasmo e rispetto durante tutta la tua vita. Adesso raggiungi i Campioni assieme a te della Grande Inter, del cui prestigio godiamo ancora adesso. Forza Sandro, troverai la pace dopo una vita tanto intensa e noi non ti scorderemo mai.
Il ricordo di Bergomi, Zanetti e Marotta
Alla cerimonia hanno partecipato anche Javier Zanetti, Giuseppe Bergomi e il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta.
Bergomi ha ricordato il ruolo decisivo avuto da Mazzola all’inizio della sua carriera.
Fu proprio lui a sostenere il suo esordio e a seguirne il percorso professionale.
Marotta ha invece sottolineato il dovere dell’Inter di trasmettere alle nuove generazioni i valori incarnati da Mazzola: talento, serietà, appartenenza e rispetto.
Una carriera interamente legata all’Inter
Sandro Mazzola ha trascorso tutta la carriera professionistica con la maglia dell’Inter.
Dal debutto al ritiro ha disputato 565 partite, realizzando oltre 150 gol e conquistando quattro scudetti e due Coppe dei Campioni.
Nel 1964 segnò una doppietta nella finale europea vinta contro il Real Madrid.
Nel 1971 raggiunse il secondo posto nella classifica del Pallone d’Oro, alle spalle di Johan Cruijff.
Con la Nazionale collezionò 70 presenze e 22 reti.
Contribuì alla vittoria dell’Europeo del 1968 e partecipò alla finale mondiale del 1970 contro il Brasile.
Figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino morto nella tragedia di Superga, Sandro costruì una storia personale straordinaria.
Non visse soltanto nel ricordo del padre.
Divenne uno dei più grandi interpreti del calcio italiano e un campione rispettato anche dagli avversari.
L’ultimo saluto di Milano ha confermato la dimensione della sua eredità.
Sandro Mazzola non appartiene soltanto alla storia dell’Inter, ma alla memoria collettiva del calcio italiano.
FP






































