Halloween arriva dall’Irlanda e passa dall’Italia

💜TGFuneral24 | Speciale Commemorazione dei Defunti
Samhain e il “Velo tra i Mondi”: le origini di Halloween
Molto prima che diventasse un evento commerciale statunitense, Halloween – o meglio la notte del 31 ottobre – rappresentava una ricorrenza dal forte significato spirituale.
Sono giunte fino a noi le tracce dei rituali dell’antica Irlanda celtica. Qui, oltre duemila anni fa, con il nome gaelico di Samhain, i Celti celebravano il 31 ottobre segnando il passaggio al nuovo anno agricolo e l’inizio del grande freddo.
Inoltre, secondo la credenza celtica, durante questa notte il velo tra i vivi e i morti si assottigliava.
Di conseguenza, nelle comunità si accendevano grandi falò e si intagliavano rape per guidare le anime verso la luce e allontanare le ombre maligne.
Non solo America: l’Halloween italiano dal Sud al Nord
E non solo. Prima di pensare che la notte delle zucche appartenga solo agli Stati Uniti, guardiamo a casa nostra.
Infatti, l’Italia vanta riti antichissimi dedicati alla memoria dei defunti, simili a quelli americani ma molto più antichi.
In Sardegna, ad esempio, i bambini celebrano Is Animeddas e Su Mortu Mortu bussando alle porte e chiedendo piccole offerte per le anime.
Allo stesso modo in Sicilia le anime dei familiari defunti portano regali e dolci ai bambini.
Dalla Puglia con i focolari accesi e la tavola imbandita tutta la notte, fino alle rape intagliate in Emilia e in Veneto, l’Italia ha da sempre celebrato la notte in cui i defunti tornano a salutare i vivi.
La Magia di Jack-o’-Lantern e la trasformazione della rapa
A quanto pare la famosa zucca intagliata nasce da una necessità pratica legata all’emigrazione irlandese in America.
Quando i migranti giunsero nel Nuovo Continente, trovarono infatti un’abbondanza di zucche invece delle classiche rape.
Così nacque la moderna Jack-o’-Lantern, legata alla storia di Stingy Jack e del suo tizzone ardente.
Si tratta di un racconto ironico su un furbastro irlandese capace persino di incatenare il diavolo (potete leggerlo qui).
Pertanto, la lanterna americana rappresenta soltanto l’adattamento geografico di un simbolo antico che appartiene anche a noi.
Less Plastica, More Tradizione: il consumismo di Halloween
Di conseguenza, sorge spontanea una riflessione sull’odierna corsa al travestimento sintetico e ai dolciumi industriali.
Abbiamo infatti sostituito la sacralità della memoria con travestimenti seriali e tonnellate di plastica usa e getta.
Certamente non serve fare i bacchettoni, perché il divertimento e la festa restano un momento di gioia condivisibile.
Tuttavia, pare quasi ironico rincorrere un’importazione patinata quando possediamo un patrimonio culturale unico e indimenticabile.
Riaccendere le nostre radici
In conclusione, riappropriarsi del 31 ottobre significa guardare al passato con rispetto, consapevolezza e sana ironia.
Possiamo continuare a intagliare zucche ma senza dimenticare la ricchezza delle nostre tradizioni locali.
Dopotutto, prima di importare da oltreoceano, potremmo sentire il calore dei focolari e riscoprire i nostri riti.
Un modo autentico per trasformare la paura del buio in una grande festa di comunione e memoria.
Giorgia Atzeni







































