Addio a Erminia Manfredi, costumista e moglie di Nino

Erminia Manfredi: il mondo del cinema intrecciato alla vita privata
Erminia Ferrari Manfredi è morta a 94 anni, a due giorni dal suo novantacinquesimo compleanno.
Modella, costumista e scenografa, aveva condiviso con Nino Manfredi quasi cinquant’anni di matrimonio, affiancando alla vita familiare un percorso professionale nel mondo dello spettacolo.
La notizia della scomparsa è stata annunciata il 2 novembre dal figlio Luca con un messaggio su Facebook.
Il saluto del figlio Luca Manfredi
«Ciao grande “Minia”, moglie, madre e donna straordinaria. Sarai sempre nel nostro cuore».
Con queste parole Luca Manfredi ha dato l’ultimo saluto alla madre.
Un ricordo affidato al soprannome con cui era conosciuta in famiglia, che mette al centro l’affetto e il legame con i suoi cari.
Dalla moda al lavoro nel cinema
Nata a Taormina il 4 novembre 1931, Erminia Ferrari aveva iniziato a lavorare come modella, prima di dedicarsi anche ai costumi e alla scenografia.
La sua attività nel cinema comprende collaborazioni a diversi film interpretati dal marito.
Lavorò come assistente costumista per Il giocattolo, diretto da Giuliano Montaldo nel 1979, Café Express, firmato da Nanni Loy nel 1980, e Nudo di donna, diretto da Nino Manfredi nel 1981. Per Spaghetti House, film di Giulio Paradisi del 1982, fu accreditata come costumista.
Un percorso dietro le quinte che rappresenta una parte significativa della sua biografia professionale.
Il matrimonio con Nino Manfredi e i tre figli
Erminia Ferrari e Nino Manfredi si erano sposati nel 1955. Dalla loro unione nacquero Roberta, Luca e Giovanna.
Il matrimonio durò fino alla morte dell’attore, avvenuta nel 2004, attraversando decenni centrali della sua carriera e della storia del cinema italiano.
Il ricordo di Erminia Manfredi unisce così due dimensioni della sua vita: quella privata, richiamata nel saluto del figlio, e quella professionale, legata alla moda e alla realizzazione dei costumi cinematografici. Una storia personale che si intreccia con quella di Nino Manfredi e con il lavoro di chi, dietro la macchina da presa, contribuisce a costruire i personaggi.







































