1° gennaio 1997. Muore Ivan Graziani.

Ivan Graziani, musicista inquieto e cantautore anomalo
Ivan Graziani nasce a Teramo il 6 ottobre 1945.
Si forma musicalmente tra l’Abruzzo e Roma, dove frequenta ambienti artistici eterogenei e coltiva una passione precoce per il disegno e per la musica.
La chitarra diventa presto il suo strumento principale e il centro della sua ricerca espressiva.
Ivan Graziani cresce come autore lontano da scuole riconoscibili, sviluppando uno stile personale che unisce rock, narrazione e attenzione per il dettaglio umano.
Gli inizi e la lunga gavetta
Negli anni Sessanta Ivan Graziani entra nel circuito musicale come chitarrista e interprete.
Partecipa a concorsi e festival, pubblica singoli e album che passano inizialmente quasi inosservati.
Sono anni di sperimentazione, in cui affina la scrittura e costruisce una voce riconoscibile.
La svolta non è immediata e arriva solo dopo un percorso lungo e irregolare, segnato da tentativi e ripartenze.
Il successo e l’affermazione negli anni Settanta
La notorietà arriva alla fine degli anni Settanta, quando Ivan Graziani trova un equilibrio tra racconto e suono.
“Lugano addio” apre la strada a un periodo particolarmente fertile.
Seguono canzoni come “Pigro”, “Monna Lisa”, “Firenze (canzone triste)” e “Agnese”, che impongono un linguaggio diretto e spesso ironico.
Il pubblico riconosce in lui un autore capace di raccontare storie laterali, personaggi fragili, relazioni imperfette.
La chitarra elettrica, usata in modo energico e non ornamentale, diventa un marchio distintivo nella canzone italiana.
Tra gli anni Ottanta e Novanta
Negli anni Ottanta Ivan Graziani continua a pubblicare dischi e a esibirsi dal vivo.
Brani come “Il chitarrista”, “Signora bionda dei ciliegi” e “Fuoco sulla collina” confermano la sua coerenza artistica.
Non rincorre le mode e mantiene una posizione autonoma rispetto all’industria discografica.
Accanto alla musica coltiva anche la pittura, altra forma di espressione intima e necessaria.
La malattia, la morte e il commiato
Negli ultimi anni Ivan Graziani convive con una grave malattia.
Dopo un lungo periodo di cure, chiede di lasciare l’ospedale per trascorrere le festività nella sua casa di Novafeltria.
Muore lì il 1° gennaio 1997, a 51 anni.
Il funerale si svolge nel cimitero del paese, luogo che aveva scelto come rifugio personale.
Con lui vengono deposti oggetti simbolici della sua vita artistica, tra cui una delle sue chitarre e il gilet di pelle usato sul palco.




























































