10 gennaio 2016. Muore David Bowie.

David Bowie, all’anagrafe David Robert Jones, nasce a Londra l’8 gennaio 1947.
Diventa una delle figure più influenti della musica e della cultura pop del Novecento e dei primi anni Duemila.
Cresce nel quartiere di Brixton e sviluppa presto un interesse profondo per la musica, il teatro e le arti visive.
Il sax è il suo primo strumento, mentre il rock e l’avanguardia contribuiscono a formare un immaginario in continua trasformazione.
David Bowie e la costruzione di un’identità artistica
Negli anni Sessanta David Bowie cerca una propria direzione, muovendosi tra folk, beat e sperimentazione.
Il successo arriva nel 1969 con “Space Oddity”, brano che intercetta lo spirito dell’epoca e lo proietta sulla scena internazionale.
Nei primi anni Settanta inventa Ziggy Stardust, alter ego alieno e androgino che rivoluziona il linguaggio del rock.
La musica diventa racconto, il corpo diventa messaggio, l’identità diventa materia mutevole.
Dalla svolta berlinese alla maturità creativa
Dopo il clamore del glam rock, David Bowie cambia pelle.
Si trasferisce a Berlino e realizza una trilogia di album sperimentali che ridefiniscono il rapporto tra pop ed elettronica.
Low, “Heroes” e Lodger segnano una fase di ricerca sonora e personale.
Negli anni Ottanta raggiunge un successo planetario con brani come Let’s Dance, senza rinunciare alla complessità artistica.
Parallelamente lavora come attore nel cinema e nel teatro, rafforzando la sua immagine di artista totale.
David Bowie negli ultimi anni e l’addio consapevole
Negli anni Duemila David Bowie riduce le apparizioni pubbliche ma non interrompe la creazione.
Il ritorno discografico avviene nel 2013 con The Next Day.
Nel 2016 pubblica Blackstar, album cupo e visionario che esce due giorni prima della morte.
Il disco si rivela un commiato lucido, costruito come un ultimo gesto artistico.
La morte di David Bowie e i funerali
David Bowie muore il 10 gennaio 2016 a New York, dopo diciotto mesi di malattia affrontata in riserbo.
La notizia provoca una reazione globale e immediata.
Secondo le sue volontà, non si tengono funerali pubblici.
Il corpo viene cremato e le ceneri disperse in segreto, probabilmente a Bali, secondo un rito buddhista.
La sua scomparsa chiude una vita vissuta come opera d’arte continua.

David Bowie, all’anagrafe David Robert Jones, nasce a Londra l’8 gennaio 1947.
Diventa una delle figure più influenti della musica e della cultura pop del Novecento e dei primi anni Duemila.
Cresce nel quartiere di Brixton e sviluppa presto un interesse profondo per la musica, il teatro e le arti visive.
Il sax è il suo primo strumento, mentre il rock e l’avanguardia contribuiscono a formare un immaginario in continua trasformazione.
David Bowie e la costruzione di un’identità artistica
Negli anni Sessanta David Bowie cerca una propria direzione, muovendosi tra folk, beat e sperimentazione.
Il successo arriva nel 1969 con “Space Oddity”, brano che intercetta lo spirito dell’epoca e lo proietta sulla scena internazionale.
Nei primi anni Settanta inventa Ziggy Stardust, alter ego alieno e androgino che rivoluziona il linguaggio del rock.
La musica diventa racconto, il corpo diventa messaggio, l’identità diventa materia mutevole.
Dalla svolta berlinese alla maturità creativa
Dopo il clamore del glam rock, David Bowie cambia pelle.
Si trasferisce a Berlino e realizza una trilogia di album sperimentali che ridefiniscono il rapporto tra pop ed elettronica.
Low, “Heroes” e Lodger segnano una fase di ricerca sonora e personale.
Negli anni Ottanta raggiunge un successo planetario con brani come Let’s Dance, senza rinunciare alla complessità artistica.
Parallelamente lavora come attore nel cinema e nel teatro, rafforzando la sua immagine di artista totale.
David Bowie negli ultimi anni e l’addio consapevole
Negli anni Duemila David Bowie riduce le apparizioni pubbliche ma non interrompe la creazione.
Il ritorno discografico avviene nel 2013 con The Next Day.
Nel 2016 pubblica Blackstar, album cupo e visionario che esce due giorni prima della morte.
Il disco si rivela un commiato lucido, costruito come un ultimo gesto artistico.
La morte di David Bowie e i funerali
David Bowie muore il 10 gennaio 2016 a New York, dopo diciotto mesi di malattia affrontata in riserbo.
La notizia provoca una reazione globale e immediata.
Secondo le sue volontà, non si tengono funerali pubblici.
Il corpo viene cremato e le ceneri disperse in segreto, probabilmente a Bali, secondo un rito buddhista.
La sua scomparsa chiude una vita vissuta come opera d’arte continua.















































































