Hubert de Givenchy

10 marzo 2018. Muore Hubert de Givenchy.

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10 marzo 2018. Muore Hubert de Givenchy.

Hubert de Givenchy, il couturier dell’eleganza senza tempo

Le origini aristocratiche e la passione per la moda

Hubert de Givenchy, all’anagrafe Conte Hubert James Marcel Taffin de Givenchy, nasce il 20 febbraio 1927 a Beauvais, in Francia.
Appartiene a una famiglia aristocratica con radici nella storica Contea d’Artois.
L’ambiente familiare è colto e raffinato e contribuisce a formare la sua sensibilità estetica.
Un ruolo decisivo lo svolge il nonno materno, direttore di una manifattura tessile, che lo avvicina al mondo dei tessuti e del design.
Nonostante i desideri della famiglia, che immagina per lui una carriera giuridica, Hubert de Givenchy sceglie un percorso diverso.
Si trasferisce a Parigi e si iscrive all’École nationale supérieure des beaux-arts, dove inizia a studiare arte e progettazione.
Questa scelta segna l’inizio di una carriera destinata a cambiare la storia della moda del Novecento.

L’ascesa nel mondo dell’alta moda

I primi passi professionali avvengono nelle maison di alcuni tra i più importanti stilisti dell’epoca.
Hubert de Givenchy lavora con Lucien Lelong, Robert Piguet, Jacques Fath ed Elsa Schiaparelli, acquisendo esperienza e affinando il proprio stile.
Nel 1952 presenta la sua prima collezione.
Il debutto ottiene immediatamente l’attenzione della critica e del pubblico grazie alla blusa Bettina, ispirata alla modella Bettina Graziani.
Lo stile Givenchy conquista per la sua eleganza moderna.
Le linee sono pulite, i tessuti preziosi, le forme leggere e sofisticate.
Il couturier riesce a unire il rigore della sartoria francese con una grazia romantica che diventa la sua firma stilistica.

Audrey Hepburn e l’immagine della femminilità moderna

Nel 1953 avviene uno degli incontri più importanti della sua carriera.
Hubert de Givenchy conosce Audrey Hepburn e tra i due nasce una collaborazione destinata a entrare nella storia del cinema e della moda.
L’attrice diventa la sua musa e l’ambasciatrice del suo stile.
Per lei disegna abiti eleganti e raffinati che appaiono sia nella vita privata sia sul grande schermo.
Il pubblico ricorda ancora oggi i suoi capi nei film Sabrina del 1954 e Colazione da Tiffany del 1961.
La clientela di Givenchy include anche alcune delle donne più influenti del suo tempo.
Tra queste figurano Jacqueline Kennedy, la principessa Grace di Monaco, Marella Agnelli e Marlene Dietrich.

Innovazioni stilistiche e crescita della maison Givenchy

Durante gli anni Cinquanta e Sessanta Hubert de Givenchy introduce creazioni che segnano l’evoluzione dell’alta moda.
Tra queste emergono l’abito a sacco del 1953, il mantello con collo avvolgente del 1958 e l’abito a bustino.
Queste proposte trasformano il guardaroba femminile con una visione più libera e contemporanea.
Nel 1968 il ritiro di Cristóbal Balenciaga dal mondo della moda rappresenta un passaggio importante.
Una parte della sua prestigiosa clientela si rivolge alla maison Givenchy, consolidando ulteriormente il prestigio dello stilista francese.

Profumi, ritiro e ultimi anni

Nel 1957 nasce Parfums Givenchy.
Hubert de Givenchy affida la gestione della nuova attività al fratello Jean-Claude.
Dopo un inizio complesso, la maison conquista il mercato internazionale grazie a fragranze celebri.
Tra queste spicca L’Interdit, inizialmente creato per Audrey Hepburn, e Monsieur de Givenchy, una delle prime fragranze maschili della casa di moda.
Nel 1988 Hubert de Givenchy vende la maison al gruppo LVMH per 45 milioni di dollari.
Continua comunque a disegnare le collezioni fino al 1995.
Dopo il ritiro dalla moda si dedica alla sua grande passione per l’arte e vive lontano dai riflettori nel castello di campagna nei dintorni di Parigi.

La morte e i funerali

Hubert de Givenchy muore nel sonno il 10 marzo 2018 nella sua residenza di Neuilly-sur-Seine.
Aveva novantuno anni.
La notizia della sua scomparsa viene annunciata due giorni dopo dal compagno Philippe Venet.
Con la sua morte si chiude la vita di uno dei più eleganti protagonisti dell’alta moda del Novecento, capace di trasformare la raffinatezza in un linguaggio universale.

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