11 gennaio 2022. Muore David Sassoli, presidente del Parlamento europeo.

David Sassoli nasce a Firenze il 30 maggio 1956.
Cresce in una famiglia legata all’impegno civile e alla cultura cattolico-democratica.
Si forma come giornalista e inizia a lavorare nelle redazioni televisive negli anni Ottanta.
Diventa uno dei volti più riconoscibili del Tg1, dove ricopre anche il ruolo di vicedirettore.
Dal giornalismo alla politica
Nel 2009 David Sassoli entra al Parlamento europeo nelle liste del Partito Democratico.
Viene rieletto nel 2014 e consolida un profilo politico centrato sui diritti, sull’Europa sociale e sull’informazione libera.
Nel 2019 il Parlamento europeo lo elegge presidente.
Assume l’incarico in una fase segnata da tensioni istituzionali e da una crescente sfiducia verso l’Unione.
La presidenza del Parlamento europeo
Da presidente, David Sassoli sceglie uno stile sobrio e inclusivo.
Difende il ruolo centrale del Parlamento come voce dei cittadini europei.
Durante la pandemia di Covid-19 insiste sulla necessità di non sospendere la democrazia.
Promuove sedute straordinarie e garantisce la continuità dei lavori parlamentari anche nei momenti più difficili.
Ribadisce più volte l’importanza della solidarietà tra gli Stati membri.
Un europeista concreto
David Sassoli parla di Europa come spazio politico e umano, non solo economico.
Sostiene politiche comuni su sanità, lavoro, migrazioni e ambiente.
Interviene con fermezza contro le derive autoritarie e le violazioni dello stato di diritto.
Mantiene un linguaggio misurato, diretto, lontano dalla propaganda.
La malattia, la morte e i funerali
Negli ultimi mesi di vita le condizioni di salute di David Sassoli peggiorano.
Viene ricoverato a dicembre 2021 per complicazioni legate al sistema immunitario.
Muore l’11 gennaio 2022 all’ospedale di Aviano, in Friuli-Venezia Giulia, a 65 anni.
I funerali si svolgono a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.
Alle esequie partecipano rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee.
Il Parlamento europeo gli rende omaggio ricordandone il senso delle istituzioni e il rispetto per le persone.
David Sassoli nasce a Firenze il 30 maggio 1956.
Cresce in una famiglia legata all’impegno civile e alla cultura cattolico-democratica.
Si forma come giornalista e inizia a lavorare nelle redazioni televisive negli anni Ottanta.
Diventa uno dei volti più riconoscibili del Tg1, dove ricopre anche il ruolo di vicedirettore.
Dal giornalismo alla politica
Nel 2009 David Sassoli entra al Parlamento europeo nelle liste del Partito Democratico.
Viene rieletto nel 2014 e consolida un profilo politico centrato sui diritti, sull’Europa sociale e sull’informazione libera.
Nel 2019 il Parlamento europeo lo elegge presidente.
Assume l’incarico in una fase segnata da tensioni istituzionali e da una crescente sfiducia verso l’Unione.
La presidenza del Parlamento europeo
Da presidente, David Sassoli sceglie uno stile sobrio e inclusivo.
Difende il ruolo centrale del Parlamento come voce dei cittadini europei.
Durante la pandemia di Covid-19 insiste sulla necessità di non sospendere la democrazia.
Promuove sedute straordinarie e garantisce la continuità dei lavori parlamentari anche nei momenti più difficili.
Ribadisce più volte l’importanza della solidarietà tra gli Stati membri.
Un europeista concreto
David Sassoli parla di Europa come spazio politico e umano, non solo economico.
Sostiene politiche comuni su sanità, lavoro, migrazioni e ambiente.
Interviene con fermezza contro le derive autoritarie e le violazioni dello stato di diritto.
Mantiene un linguaggio misurato, diretto, lontano dalla propaganda.
La malattia, la morte e i funerali
Negli ultimi mesi di vita le condizioni di salute di David Sassoli peggiorano.
Viene ricoverato a dicembre 2021 per complicazioni legate al sistema immunitario.
Muore l’11 gennaio 2022 all’ospedale di Aviano, in Friuli-Venezia Giulia, a 65 anni.
I funerali si svolgono a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.
Alle esequie partecipano rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee.
Il Parlamento europeo gli rende omaggio ricordandone il senso delle istituzioni e il rispetto per le persone.















































































