Alexander Fleming

11 marzo 1955. Muore Alexander Fleming.

11 Marzo 2026 - 08:00--Anniversari-
11 marzo 1955. Muore Alexander Fleming.

Alexander Fleming, lo scienziato che rivoluziona la medicina moderna

Alexander Fleming nasce il 6 agosto 1881 a Darvel, in Scozia.
Cresce in una famiglia di agricoltori immersa nella natura delle campagne scozzesi.
L’osservazione dell’ambiente circostante alimenta la sua curiosità scientifica e lo avvicina presto allo studio dei fenomeni naturali.
Dopo gli studi primari si trasferisce a Londra per proseguire la propria formazione.
All’inizio intraprende studi tecnici, ma il destino cambia direzione quando riceve un’eredità da uno zio.
Grazie a questo sostegno economico riesce a iscriversi alla scuola di medicina del Saint Mary’s Hospital Medical School.

Dalla chirurgia alla batteriologia

Durante gli anni universitari Fleming considera inizialmente una carriera da chirurgo.
L’incontro con il batteriologo Sir Almroth Wright modifica però il suo percorso professionale.
Nel 1906 entra nel Dipartimento di inoculazione del Saint Mary’s Hospital, dove inizia a dedicarsi allo studio dei batteri e del sistema immunitario umano.
Durante la Prima guerra mondiale presta servizio come ufficiale medico.
L’esperienza nei campi di battaglia lo mette di fronte alle gravi infezioni che colpiscono i soldati feriti.
Le sue ricerche dimostrano che molti antisettici utilizzati all’epoca non riescono a combattere efficacemente le infezioni profonde.
Queste osservazioni aprono nuove prospettive nella ricerca medica contro le infezioni batteriche.

La scoperta del lisozima

Nel 1922 Fleming compie una scoperta importante quasi per caso.
Osserva che alcune secrezioni corporee, come il muco e le lacrime, contengono una sostanza capace di distruggere alcuni batteri.
Identifica questa sostanza e la chiama lisozima.
Si tratta di un enzima naturale con proprietà antibatteriche.
Il lisozima non risulta efficace contro tutti i batteri patogeni, ma la scoperta rappresenta un passo significativo nello studio dei meccanismi naturali di difesa del corpo umano.

La scoperta della penicillina

Nel 1928 Fleming osserva un fenomeno destinato a cambiare la storia della medicina.
In una capsula di Petri contaminata da una muffa nota che le colonie batteriche vicine risultano distrutte.
Analizzando il fenomeno identifica il fungo Penicillium notatum.
Questa muffa produce una sostanza capace di eliminare batteri nocivi.
Fleming chiama questa sostanza penicillina.
Nonostante l’enorme potenziale, l’estrazione e la produzione dell’antibiotico si rivelano inizialmente molto difficili.

La diffusione della penicillina e il Nobel

Negli anni Quaranta un gruppo di ricercatori dell’Università di Oxford riesce a sviluppare il lavoro di Fleming.
Howard Florey ed Ernst Boris Chain perfezionano il processo di isolamento e produzione della penicillina.
Il farmaco dimostra rapidamente la sua efficacia contro infezioni gravi.
Durante la Seconda guerra mondiale la penicillina diventa uno strumento fondamentale per salvare migliaia di vite.
Nel 1945 Alexander Fleming, Howard Florey ed Ernst Boris Chain ricevono il Premio Nobel per la Medicina.

La morte e i funerali

Negli ultimi anni della sua vita Fleming continua a insegnare e a lavorare nel campo della microbiologia.
Nel 1944 riceve il titolo di Sir e nel 1951 viene eletto Rettore dell’Università di Edimburgo.
L’11 marzo 1955 Alexander Fleming muore improvvisamente a Londra a causa di un infarto.
Il Regno Unito gli rende omaggio con una sepoltura nella cripta della Cattedrale di San Paolo a Londra, luogo riservato alle più grandi personalità della storia britannica.
La scoperta della penicillina segna una svolta decisiva nella medicina moderna e cambia per sempre la lotta contro le infezioni batteriche.

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