12 febbraio 2017. La morte di Al Jarreau, la voce jazz&pop

Al Jarreau il cantante che superò ogni confine musicale
Il 12 febbraio 2017 muore, a 76 anni, a Los Angeles Al Jarreau, uno dei cantanti più straordinari della sua generazione.
Con la sua voce tenorile versatile e una presenza scenica vibrante, Jarreau assottiglia il confine tra jazz, soul e pop come pochi altri nella storia della musica contemporanea.
Molti lo definiscono un cantante jazz, ma la sua identità artistica supera ogni etichetta.
L’acrobata dello scat e l’arte dell’improvvisazione
La critica lo soprannomina “l’acrobata dello scat”.
Jarreau adotta e reinventa lo stile veloce e ritmato del bebop, trasformando sillabe senza significato in pura energia musicale.
Non si limita a imitare strumenti: li ricrea con la voce.
Riproduce percussioni, strumenti elettronici, suoni ritmici e timbri orchestrali con naturalezza sorprendente.
Nel 1979 il critico Robert Palmer scrive su Rolling Stone che Jarreau riesce a rendere spontanea un’incredibile ricchezza vocale, cantando con dolcezza e autenticità.
La sua tecnica non appare mai forzata.
Il successo con “Breakin’ Away” e i Grammy Award
Jarreau pubblica il primo disco nel 1975, a 35 anni.
Nel giro di due anni conquista il primo dei suoi sette Grammy Award.
Nel 1982 arriva la consacrazione con Breakin’ Away.
L’album supera il milione di copie vendute e contiene il successo “We’re in This Love Together”, che entra nella Top 20 americana.
Il disco ottiene Grammy nelle categorie jazz e pop vocal, consolidando la sua fama internazionale.
Nonostante i premi, Jarreau osserva con amarezza che artisti come Lionel Richie, Stevie Wonder e Al Green vendono più dischi.
Tuttavia continua a seguire la propria visione musicale senza compromessi.
Dalla TV a Broadway fino al ritorno al jazz
Negli anni Ottanta esplora rock, reggae e world music.
Registra la sigla della serie TV Moonlighting e amplia il suo pubblico televisivo.
Nel 1992 vince un Grammy R&B con Heaven and Earth, diventando uno dei pochi artisti premiati in tre categorie diverse.
Si esibisce con orchestre sinfoniche e nel 1996 interpreta Teen Angel a Broadway nella versione teatrale di Grease.
Nel 2004 torna alle radici con Accentuate the Positive, omaggio a giganti come Dizzy Gillespie, Duke Ellington e Johnny Mercer.
Definisce quel lavoro il suo primo vero disco jazz.
Le origini a Milwaukee e le influenze musicali
Nato il 12 marzo 1949 a Milwaukee, Wisconsin, Jarreau cresce tra gospel e doo-wop.
Ascolta Nat King Cole, Sarah Vaughan ed Ella Fitzgerald.
Trova ispirazione soprattutto in Jon Hendricks e Johnny Mathis.
Prima della musica pratica sport ad alto livello e studia riabilitazione professionale alla University of Iowa.
Lavora con persone disabili di giorno e canta nei jazz club di notte.
Nel 1968 sceglie definitivamente la musica.
Gli ultimi anni e l’eredità artistica
Nel 2007 conquista altri due Grammy con Givin’ It Up, realizzato con George Benson.
Nel 2001 riceve una stella sulla Hollywood Walk of Fame.
Crea anche un fondo per borse di studio alla University of Wisconsin di Milwaukee.
Jarreau lascia la moglie Susan Player, sposata per 39 anni, e il figlio.
La sua carriera dimostra che il jazz resta una forma viva e in continua evoluzione.
Con la sua voce, Al Jarreau ha incarnato proprio questa trasformazione costante, diventando un ponte tra generazioni e stili musicali diversi.



































































