12 gennaio 2001. Muore Gianluigi Bonelli, creatore di Tex.

Il 12 gennaio 2001 si spegne a Milano **Gianluigi Bonelli**, scrittore ed editore che segna in modo profondo la storia del fumetto italiano.
Il suo nome resta indissolubilmente legato a Tex Willer, uno dei personaggi più longevi e amati della narrativa disegnata europea.
Bonelli nasce a Milano il 22 dicembre 1908.
Cresce in un ambiente dinamico e irrequieto, alternando studi, lavori occasionali e una precoce attrazione per la scrittura popolare.
Negli anni Trenta inizia a collaborare con diverse testate, firmando racconti avventurosi, western e storie d’azione.
Dalla scrittura all’editoria, un percorso fuori dagli schemi
Gianluigi Bonelli si muove tra giornalismo, narrativa e fumetto con uno stile diretto e riconoscibile.
Nel secondo dopoguerra fonda, insieme alla moglie Tea Bertasi, una casa editrice destinata a lasciare il segno.
Nel 1948 nasce Tex.
Il personaggio prende forma come antieroe western, lontano dagli stereotipi americani.
Tex agisce secondo un codice morale rigoroso, parla un linguaggio essenziale e affronta temi come giustizia, sopraffazione e potere.
Bonelli scrive centinaia di sceneggiature, imponendo un ritmo narrativo serrato e dialoghi asciutti.
Il successo è immediato e duraturo.
Tex diventa un fenomeno editoriale capace di attraversare generazioni diverse di lettori.
Il lascito culturale e familiare di Gianluigi Bonelli
Accanto all’attività creativa, Gianluigi Bonelli costruisce una vera struttura editoriale.
La casa editrice cresce e si consolida nel panorama italiano.
Negli anni il testimone passa al figlio Sergio Bonelli, che amplia il catalogo e rinnova il linguaggio del fumetto popolare.
Il contributo di Gianluigi Bonelli resta centrale.
Il suo modo di raccontare privilegia l’azione, la chiarezza narrativa e la forza dei personaggi.
Il suo lavoro influenza autori, disegnatori ed editori.
Il fumetto italiano trova con lui una forma stabile e riconoscibile, capace di parlare a un pubblico ampio senza rinunciare alla qualità.
La morte e l’ultimo saluto
Gianluigi Bonelli muore il 12 gennaio 2001 all’età di 92 anni.
La notizia suscita un’ondata di partecipazione nel mondo dell’editoria e tra i lettori.
I funerali si svolgono a Milano in forma privata.
Con la sua scomparsa si chiude una stagione fondamentale del fumetto italiano.
Resta un’eredità narrativa che continua a vivere nelle edicole, nelle librerie e nella memoria collettiva dei lettori.
Il 12 gennaio 2001 si spegne a Milano **Gianluigi Bonelli**, scrittore ed editore che segna in modo profondo la storia del fumetto italiano.
Il suo nome resta indissolubilmente legato a Tex Willer, uno dei personaggi più longevi e amati della narrativa disegnata europea.
Bonelli nasce a Milano il 22 dicembre 1908.
Cresce in un ambiente dinamico e irrequieto, alternando studi, lavori occasionali e una precoce attrazione per la scrittura popolare.
Negli anni Trenta inizia a collaborare con diverse testate, firmando racconti avventurosi, western e storie d’azione.
Dalla scrittura all’editoria, un percorso fuori dagli schemi
Gianluigi Bonelli si muove tra giornalismo, narrativa e fumetto con uno stile diretto e riconoscibile.
Nel secondo dopoguerra fonda, insieme alla moglie Tea Bertasi, una casa editrice destinata a lasciare il segno.
Nel 1948 nasce Tex.
Il personaggio prende forma come antieroe western, lontano dagli stereotipi americani.
Tex agisce secondo un codice morale rigoroso, parla un linguaggio essenziale e affronta temi come giustizia, sopraffazione e potere.
Bonelli scrive centinaia di sceneggiature, imponendo un ritmo narrativo serrato e dialoghi asciutti.
Il successo è immediato e duraturo.
Tex diventa un fenomeno editoriale capace di attraversare generazioni diverse di lettori.
Il lascito culturale e familiare di Gianluigi Bonelli
Accanto all’attività creativa, Gianluigi Bonelli costruisce una vera struttura editoriale.
La casa editrice cresce e si consolida nel panorama italiano.
Negli anni il testimone passa al figlio Sergio Bonelli, che amplia il catalogo e rinnova il linguaggio del fumetto popolare.
Il contributo di Gianluigi Bonelli resta centrale.
Il suo modo di raccontare privilegia l’azione, la chiarezza narrativa e la forza dei personaggi.
Il suo lavoro influenza autori, disegnatori ed editori.
Il fumetto italiano trova con lui una forma stabile e riconoscibile, capace di parlare a un pubblico ampio senza rinunciare alla qualità.
La morte e l’ultimo saluto
Gianluigi Bonelli muore il 12 gennaio 2001 all’età di 92 anni.
La notizia suscita un’ondata di partecipazione nel mondo dell’editoria e tra i lettori.
I funerali si svolgono a Milano in forma privata.
Con la sua scomparsa si chiude una stagione fondamentale del fumetto italiano.
Resta un’eredità narrativa che continua a vivere nelle edicole, nelle librerie e nella memoria collettiva dei lettori.















































































