Roberto Murolo

13 marzo 2003. Muore Roberto Murolo, voce di Napoli.

13 Marzo 2026 - 06:55--Anniversari-
13 marzo 2003. Muore Roberto Murolo, voce di Napoli.

Roberto Murolo, interprete raffinato della canzone napoletana

Le origini e la formazione artistica

Roberto Murolo nasce a Napoli il 19 gennaio 1912, in una famiglia profondamente legata alla cultura partenopea.
È figlio del poeta Ernesto Murolo, autore di celebri testi della tradizione napoletana.
La casa di famiglia diventa presto un luogo di incontro per intellettuali e artisti, tra cui Salvatore Di Giacomo e Libero Bovio.
In questo ambiente vivace e creativo, il giovane Roberto cresce circondato da musica, poesia e teatro.
Durante la giovinezza coltiva interessi diversi.
Accanto alla passione musicale sviluppa anche un forte talento sportivo e nel 1937 conquista il titolo di campione italiano di tuffi.
Nel 1935 inizia a lavorare come impiegato, ma la musica continua ad attirarlo con sempre maggiore forza.
La chitarra diventa il suo strumento prediletto e il canto la sua vera vocazione.

Il Mida Quartet e le prime esperienze internazionali

Il debutto artistico arriva quando entra a far parte del Mida Quartet, un gruppo vocale con cui trascorre circa otto anni all’estero.
Con questa formazione si esibisce in diversi paesi europei, tra cui Germania, Grecia e Spagna.
L’esperienza internazionale arricchisce il suo stile e rafforza la sua identità musicale.
Durante questi anni Murolo affina una modalità interpretativa elegante e misurata.
La sua voce calda e la chitarra diventano strumenti ideali per valorizzare la tradizione melodica napoletana.

Il successo da solista e il legame con la tradizione

Nel 1948, dopo la Seconda guerra mondiale, Roberto Murolo torna a Napoli e avvia la carriera da solista.
Il pubblico riconosce immediatamente il suo stile raffinato e intimista.
Tra i brani che contribuiscono alla sua popolarità figurano Munasterio ’e Santa Chiara, Tammurriata nera e Scalinatella.
Parallelamente alla musica si avvicina anche al cinema.
Compare infatti in film popolari come Catene (1949) e Tormento (1950), molto amati dal pubblico dell’epoca.
Negli anni Cinquanta una controversia giudiziaria segna profondamente la sua vita personale.
Nonostante le difficoltà, continua a cantare e mantiene il legame con il suo pubblico.

L’antologia della canzone napoletana

Negli anni Sessanta Roberto Murolo decide di dedicarsi allo studio sistematico della tradizione musicale partenopea.
Nasce così il progetto Napoletana. Antologia cronologica della canzone napoletana, pubblicato nel 1963.
Questa raccolta rappresenta un lavoro di grande valore culturale.
Attraverso registrazioni curate e filologiche, Murolo ripercorre secoli di storia musicale napoletana, contribuendo alla conservazione di un patrimonio artistico unico.

Il ritorno sulle scene negli anni Novanta

Dopo un lungo periodo di attività più discreta, Roberto Murolo torna alla ribalta negli anni Novanta.
Nel 1990 pubblica l’album ’Na voce, ’na chitarra, realizzato insieme a grandi artisti italiani come Lucio Dalla, Pino Daniele e Mia Martini.
Due anni dopo esce Ottantavoglia di cantare.
Il disco contiene il celebre duetto Cu’ mme con Mia Martini, destinato a diventare uno dei momenti più intensi della sua carriera.
Nel 1995 il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro lo nomina Grande Ufficiale della Repubblica.
Il riconoscimento celebra il suo contributo alla cultura musicale italiana.

La morte e i funerali

Roberto Murolo continua a registrare e a esibirsi fino ai primi anni Duemila.
Nel 2002 riceve il Premio alla Carriera al Festival di Sanremo, omaggio a una vita dedicata alla musica.
Nel 2003, in occasione del suo novantesimo compleanno, la Rai gli dedica uno speciale televisivo condotto da Renzo Arbore.
Roberto Murolo muore il 13 marzo 2003 nella sua casa di Napoli, all’età di 91 anni, a causa di problemi respiratori e cardiaci.
La città lo saluta con grande affetto.
Le sue spoglie riposano nel cimitero di Poggioreale.
Nel 2025 viene inaugurata la Casa Museo Roberto Murolo, sede della fondazione a lui intitolata.
Il museo custodisce oggetti, registrazioni e documenti che raccontano la vita e la carriera di uno dei più grandi interpreti della canzone napoletana.

 

giesse, risarcimento danni

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