18 dicembre 1981. Muore Antonio Amurri.

Vita
Antonio Amurri nasce ad Ancona il 28 luglio 1925 e attraversa un’Italia in rapido cambiamento, che apre nuovi spazi alla creatività e alla scrittura brillante.
Si trasferisce a Roma e trova nella radio il luogo ideale per sperimentare un linguaggio ironico capace di raggiungere un pubblico vasto.
La collaborazione con la Rai gli permette di sviluppare uno stile immediato, fondato sull’osservazione dei comportamenti quotidiani trasformati in satira.
Il suo nome inizia a circolare come quello di un autore capace di alternare leggerezza e sarcasmo con una precisione narrativa che diventa il suo marchio.
Carriera radiofonica e televisiva
Dalla radio Amurri approda alla televisione, contribuendo alla nascita di programmi che entrano nella memoria collettiva.
Scrive sceneggiature, testi comici e format che valorizzano attori e conduttori in una fase di grande trasformazione del piccolo schermo italiano.
Parallelamente coltiva la scrittura letteraria e pubblica libri che affrontano, con ironia caustica, le dinamiche familiari e le piccole ossessioni della società.
Tra i titoli più conosciuti spiccano “Come ammazzare la moglie e perché” e “Come ammazzare il marito senza tanti perché”, opere che consolidano il suo posto nella narrativa umoristica italiana.
La sua firma compare anche in “Gran Varietà”, uno dei programmi radiofonici più amati, simbolo di un intrattenimento elegante e popolare.
Morte e funerali
Antonio Amurri muore il 18 dicembre 1981 a Roma, a 56 anni.La notizia colpisce il mondo dello spettacolo, che riconosce in lui un autore capace di rinnovare il modo di scrivere per la radio e la televisione.
I funerali si svolgono nella capitale, dove amici, colleghi e collaboratori lo salutano ricordando una carriera intensa, costruita su una parola agile e una curiosità permanente verso la vita degli altri.































































