18 gennaio 2017. Muore Mario Poltronieri.

Mario Poltronieri è una delle voci più riconoscibili del giornalismo sportivo italiano del Novecento.
La sua carriera attraversa decenni di sport raccontato con competenza tecnica, ironia sottile e uno stile immediatamente riconoscibile.
Dalla scrittura alla voce della Rai
Mario Poltronieri nasce a Milano il 14 marzo 1929.
Si forma come giornalista in un contesto culturale vivace, avvicinandosi presto al mondo della carta stampata.
Collabora con diverse testate, ma è la Rai a offrirgli la dimensione più duratura e popolare del suo lavoro.
Diventa una firma e una voce centrale dell’informazione sportiva televisiva e radiofonica.
La Formula 1 raccontata al pubblico italiano
Il nome di Mario Poltronieri si lega in modo particolare alla Formula 1.
Per anni è il telecronista dei Gran Premi, in un’epoca in cui le immagini arrivano filtrate e la parola costruisce l’emozione.
Il suo racconto privilegia l’analisi tecnica, la lettura delle strategie e il contesto umano dei piloti.
Evita l’enfasi gratuita e accompagna lo spettatore dentro la corsa con precisione e ritmo.
La sua voce diventa familiare nelle domeniche sportive di milioni di italiani.
Uno stile riconoscibile e personale
Mario Poltronieri costruisce uno stile sobrio, colto e mai urlato.
Alterna competenza tecnica e osservazioni ironiche, mantenendo sempre una distanza elegante dall’evento.
Non cerca il protagonismo, ma mette al centro lo sport e chi lo pratica.
Questo approccio lo rende una figura autorevole e stimata anche oltre il pubblico generalista.
Una carriera oltre i motori
Accanto alla Formula 1, Mario Poltronieri segue altri sport e ruoli redazionali all’interno della Rai.
Partecipa alla costruzione di un linguaggio televisivo sportivo moderno, contribuendo alla crescita del servizio pubblico.
Il suo lavoro lascia un’impronta duratura nel modo di raccontare lo sport in Italia.
La morte e l’ultimo saluto
Mario Poltronieri muore il 18 gennaio 2017 a Milano, all’età di 87 anni.
La notizia della sua scomparsa suscita cordoglio nel mondo del giornalismo e tra gli appassionati di sport.
I funerali si svolgono in forma riservata, nel rispetto di una figura che ha sempre mantenuto discrezione anche fuori dalla scena pubblica.
Con la sua morte si chiude una stagione del racconto sportivo italiano, fatta di competenza, misura e ascolto.




























































