19 febbraio 2016. Muore Umberto Eco.

Umberto Eco, intellettuale tra semiotica e narrativa
Il 19 febbraio 2016 muore a Milano Umberto Eco, tra i più autorevoli intellettuali europei del Novecento.
Nasce ad Alessandria il 5 gennaio 1932 e costruisce un percorso che intreccia filosofia, semiotica, narrativa e impegno civile.
Filosofo, scrittore, professore universitario e saggista, attraversa la cultura contemporanea con uno sguardo critico e curioso.
La sua opera lascia un’impronta profonda nel dibattito internazionale.
Dalla teoria dei segni alla riflessione sui media, fino ai romanzi storici, Umberto Eco amplia i confini della ricerca accademica e li rende accessibili al grande pubblico.
La carriera accademica e la nascita del DAMS
Dopo la laurea in Filosofia all’Università di Torino nel 1954, Umberto Eco avvia una brillante carriera universitaria.
Diventa presto un punto di riferimento per gli studi sulla semiotica.
Nel 1971 contribuisce alla fondazione del DAMS all’Università di Bologna.
Nel 1975 ottiene la cattedra di Semiotica, consolidando il ruolo dell’ateneo come centro di eccellenza internazionale.
Tiene lezioni e conferenze nelle università più prestigiose, tra cui Harvard, Yale e Oxford.
Il suo metodo unisce rigore teorico e apertura interdisciplinare, formando generazioni di studiosi.
“Il nome della rosa” e il successo mondiale
Nel 1980 pubblica il suo primo romanzo, Il nome della rosa.
Il libro mescola filosofia, indagine medievale e riflessione sui segni, conquistando milioni di lettori.
Vince il Premio Strega e supera i 50 milioni di copie vendute nel mondo.
Dal romanzo nasce il film diretto da Jean-Jacques Annaud con Sean Connery protagonista, seguito anni dopo da una serie televisiva.
Con Il pendolo di Foucault, pubblicato nel 1988, Umberto Eco rafforza la sua reputazione di autore capace di intrecciare erudizione e suspense narrativa.
Saggista e osservatore dei media
Parallelamente alla narrativa, Umberto Eco firma saggi che analizzano il rapporto tra cultura e comunicazione.
In Apocalittici e integrati del 1964 studia l’impatto dei media sulla società contemporanea.
Con Il fascismo eterno del 1995 riflette sui rischi delle derive autoritarie.
Collabora con testate come L’Espresso, Il Giorno e la Repubblica, intervenendo con lucidità su politica e cultura di massa.
Nel 2015 pubblica Numero zero, romanzo che indaga i meccanismi dell’informazione e della manipolazione mediatica.
La morte e i funerali di Umberto Eco
Umberto Eco muore il 19 febbraio 2016, a 84 anni, a causa di un tumore al pancreas.
Il 23 febbraio Milano lo saluta con funerali laici al Castello Sforzesco.
Migliaia di persone, tra intellettuali, artisti e cittadini comuni, partecipano all’omaggio pubblico.
L’eredità di Umberto Eco continua a orientare il pensiero contemporaneo.
Le sue opere restano strumenti vivi per comprendere i segni, il potere delle parole e la complessità del nostro tempo.



































































