François Truffaut

21 ottobre 1984. Muore François Truffaut, realtà e immaginazione.

21 Ottobre 2025 - 06:30--Anniversari-
21 ottobre 1984. Muore François Truffaut, realtà e immaginazione.

Dalla passione al mestiere

François Truffaut nasce a Parigi il 6 febbraio 1932.
La sua infanzia difficile e solitaria diventa la radice di un’osservazione lucida e appassionata dell’animo umano.
In gioventù scopre il cinema come rifugio e vocazione: fonda un cineclub, scrive recensioni pungenti sui Cahiers du Cinéma e difende un’idea di film libero, personale, lontano dalle convenzioni dell’industria.
La sua critica verso il “cinéma de qualité” francese segna l’inizio di un nuovo linguaggio visivo: più autentico, più intimo, più vicino alla vita.

Il regista dell’emozione

Nel 1959 Truffaut gira I 400 colpi, film d’esordio che racconta l’adolescenza inquieta di Antoine Doinel, suo alter ego cinematografico.
L’opera vince il premio alla regia al Festival di Cannes e inaugura la stagione della Nouvelle Vague, movimento che rinnova la grammatica del cinema mondiale.
Seguono titoli che entrano nella storia: Jules e Jim, Fahrenheit 451, Effetto notte, La signora della porta accanto.
Ogni film riflette una ricerca di verità emotiva, una tensione tra amore e solitudine, tra desiderio e perdita.
Truffaut guarda i suoi personaggi con compassione, senza giudizio, come se il cinema potesse salvare la fragilità umana.

Un’eredità senza tempo

Negli anni Settanta è ormai riconosciuto come uno dei grandi maestri del cinema francese, ma continua a girare con lo stesso rigore artigianale di sempre.
Interpreta anche piccoli ruoli, come nel film di Spielberg Incontri ravvicinati del terzo tipo, dove appare con la naturalezza di chi vive il cinema come parte di sé.
Il suo lavoro influenza generazioni di registi in Europa e negli Stati Uniti, diventando un ponte tra cultura d’autore e racconto popolare.

La morte e il ricordo

François Truffaut muore a Neuilly-sur-Seine il 21 ottobre 1984, a soli 52 anni, per un tumore al cervello.
È sepolto nel cimitero di Montmartre, a Parigi.
Nel silenzio delle sue immagini resta viva la promessa di un cinema che parla al cuore, senza artifici.

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