25 dicembre 1973. Muore Joan Miró.

La vita di Joan Miró tra radici catalane e avanguardia
Joan Miró nasce a Barcellona il 20 aprile 1893.
Cresce in una città che vive un’intensa stagione culturale e inizia a dipingere giovanissimo, mostrando un interesse immediato per la forma libera e per il colore.
Si iscrive alla Scuola di Belle Arti della Llotja, ma il suo percorso prende una direzione autonoma quando entra in contatto con gli ambienti più sperimentali della Catalogna.
La scelta di trasferirsi a Parigi negli anni Venti segna una svolta definitiva.
Qui Miró incontra i protagonisti dell’avanguardia europea e si avvicina al Surrealismo, pur mantenendo una voce personale, nutrita dalla memoria contadina e dalla tradizione popolare catalana.
Le opere di Joan Miró e il suo linguaggio visivo
Il nome di Joan Miró si lega a un linguaggio che rompe gli schemi e propone un mondo fatto di segni, figure semplificate, linee che si muovono nello spazio con leggerezza.
La sua pittura nasce spesso da automatismi, da gesti rapidi che diventano stelle, lune, uccelli, donne.
Quadri come “Il carnevale di Arlecchino” testimoniano questa ricerca luminosa, mentre le grandi tele degli anni Quaranta e Cinquanta aprono a un gesto più ampio e materico.
Nel tempo Miró estende la sua creatività a ceramiche, sculture e litografie, costruendo un universo visivo riconoscibile in tutto il mondo.
La sua opera influenza generazioni di artisti e continua a dialogare con la sensibilità contemporanea.
Joan Miró tra impegno culturale e ricerca spirituale
Accanto al lavoro artistico, Miró partecipa alla vita culturale del suo tempo.
Sostiene gli artisti più giovani, collabora con poeti e scrittori, promuove l’idea di un’arte capace di evocare libertà.
La relazione con la sua terra resta costante: Palma di Maiorca diventa un rifugio creativo, dove realizza molte delle sue opere mature.
Lì costruisce uno studio che oggi è parte della Fondació Miró Mallorca, custode della sua eredità.
La morte di Joan Miró e i funerali
Joan Miró muore a Palma di Maiorca il 25 dicembre 1973, all’età di ottant’anni.
I funerali si svolgono in forma privata, nel rispetto della discrezione che ha accompagnato sempre la sua vita personale.
La Catalogna e il mondo dell’arte lo salutano come una delle voci più originali del Novecento.
Le sue opere, oggi custodite in musei internazionali, continuano a raccontare l’energia poetica di un artista che non smette di sorprendere.





























































