25 dicembre 2011. Muore Giorgio Bocca.

Giorgio Bocca nasce il 28 agosto 1920 a Cuneo.
Compie studi regolari e si avvicina presto alla scrittura, che diventa il suo strumento per leggere il mondo.
Il contesto storico attraversa l’Europa e lo spinge a prendere posizione.
Giorgio Bocca e la Resistenza
Durante l’occupazione nazifascista Bocca entra nelle formazioni partigiane di “Giustizia e Libertà”.
L’esperienza segna il suo modo di raccontare il Paese e alimenta un’idea di giornalismo vigile, verificato, critico.
Questa pagina della sua vita resta un riferimento costante nei suoi articoli e nei suoi libri.
L’ingresso nel giornalismo italiano
Nel dopoguerra Giorgio Bocca inizia a collaborare con diverse testate.
Lavora prima per giornali locali, poi per quotidiani nazionali, costruendo un profilo riconoscibile.
Il suo stile diretto e l’attenzione al dato concreto attirano lettori e colleghi.
Nel 1952 entra nella redazione del Giorno, quotidiano che contribuisce a rinnovare il giornalismo italiano.
Da qui parte un percorso che lo porta a occuparsi di politica, società, economia, fenomeni criminali e trasformazioni culturali.
Il rapporto con l’Italia che cambia
Giorgio Bocca osserva il Paese nel suo mutare quotidiano e racconta migrazioni interne, sviluppo industriale, tensioni sociali.
Analizza la nascita di nuovi poteri, il radicarsi di organizzazioni criminali e il modo in cui l’Italia tenta di modernizzarsi.
Scrive saggi che fanno discutere, tra cui opere dedicate alla mafia, alla Lega Nord, alla corruzione.
La sua voce diventa un punto di riferimento nel dibattito pubblico.
L’esperienza alla Repubblica e gli ultimi anni
Nel 1976 partecipa alla nascita della Repubblica su invito di Eugenio Scalfari.
Continua qui a seguire l’attualità con articoli che mantengono fermezza e capacità analitica.
Negli ultimi anni della sua carriera prosegue la pubblicazione di saggi e interventi, sempre attento ai cambiamenti della società italiana.
La morte e i funerali di Giorgio Bocca
Giorgio Bocca muore il 25 dicembre 2011 a Milano.
La notizia richiama l’attenzione del mondo culturale e giornalistico, che riconosce il valore di una voce indipendente.
I funerali si svolgono a Milano, in forma privata, come richiesto dalla famiglia.





























































