Federico Fellini

31 ottobre 1993. Muore Federico Fellini, l’arte del sogno.

31 Ottobre 2025 - 06:55--Anniversari-
31 ottobre 1993. Muore Federico Fellini, l’arte del sogno.

Dalla Rimini di provincia alla Roma del cinema

Federico Fellini nasce a Rimini il 20 gennaio 1920. Cresce in un ambiente borghese e curioso, attratto dai fumetti, dal circo, dal teatro di varietà.
Nel 1939 si trasferisce a Roma, dove inizia a collaborare come caricaturista e sceneggiatore.
La capitale diventa per lui una fucina di immagini e incontri: nel dopoguerra firma sceneggiature per Roberto Rossellini, tra cui Roma città aperta e Paisà, avvicinandosi al neorealismo pur sentendolo stretto.
Fellini comincia a girare film che mescolano sogno e realtà, memoria e invenzione. Il suo sguardo si sposta dall’impegno sociale all’indagine interiore, esplorando le debolezze, i desideri e le illusioni dell’uomo moderno.

Il cinema come sogno collettivo

Nel 1954 conquista fama internazionale con La strada, che vince l’Oscar come miglior film straniero.
Da lì in poi la sua visione diventa sempre più personale.
Con Le notti di Cabiria (1957) e La dolce vita (1960) racconta un’Italia sospesa tra sacro e profano, mentre con (1963) raggiunge l’apice della sua poetica: un viaggio dentro la mente di un regista in crisi che diventa simbolo universale della creazione artistica.
Fellini trasforma il cinema in un luogo della memoria e del sogno.
Film come Amarcord (1973) riportano sullo schermo l’infanzia e la provincia con toni malinconici e surreali.
Il suo universo è popolato da figure eccentriche, clowns, illusionisti, sacerdoti e donne imponenti, tutte proiezioni di un’Italia onirica e riconoscibile.

L’addio al maestro

Il 31 ottobre 1993 Federico Fellini muore a Roma, all’età di 73 anni, poche settimane dopo aver ricevuto l’Oscar alla carriera.
Ai suoi funerali, celebrati nella capitale e seguiti da una folla commossa, l’Italia intera rende omaggio al regista che ha reinventato il linguaggio del cinema.
Riposa nel cimitero di Rimini, accanto alla moglie Giulietta Masina, sotto una scultura ispirata al timone de La nave va, simbolo di un viaggio senza fine tra sogno e realtà.

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