4 gennaio 1970. Muore Achille Campanile.

La nascita di Achille Campanile e la formazione
Achille Campanile nasce il 28 settembre 1899 a Roma.
Cresce in una famiglia della piccola borghesia e sviluppa presto un’attenzione acuta per il linguaggio e i suoi cortocircuiti.
Si forma come giornalista e inizia a scrivere giovanissimo, mostrando subito una cifra stilistica personale, fondata sul paradosso e sull’assurdo.
Il giornalismo e l’invenzione di uno stile
Negli anni Venti Campanile lavora per diversi quotidiani e riviste.
La scrittura giornalistica diventa il laboratorio in cui sperimenta giochi di parole, equivoci logici e dialoghi surreali.
La sua ironia non punta alla battuta facile, ma alla demolizione delle convenzioni linguistiche e narrative.
Il linguaggio comune, portato alle estreme conseguenze, si trasforma in strumento comico e critico.
Il successo teatrale e narrativo
Il teatro rappresenta uno dei campi di maggiore successo.
Le sue “tragedie in due battute” rivoluzionano la scena con testi brevissimi e fulminanti.
Opere come “L’inventore del cavallo”, “Centocinquanta la gallina canta” e “Ma che cos’è quest’amore?” confermano una comicità colta e spiazzante.
Parallelamente pubblica romanzi e racconti che ottengono un largo consenso di pubblico.
Il suo umorismo resta elegante, mai aggressivo, ma profondamente destabilizzante.
Cinema, radio e riconoscimenti
Campanile lavora anche per il cinema come sceneggiatore e dialoghista.
Collabora con importanti registi italiani e porta il suo stile anche alla radio e alla televisione.
Nel 1955 vince il Premio Viareggio per “La quercia del Tasso”, riconoscimento che sancisce la piena legittimazione letteraria del suo lavoro.
La sua scrittura continua a influenzare generazioni di autori e comici.
La morte e i funerali di Achille Campanile
Achille Campanile muore il 4 gennaio 1970 a Lariano, in provincia di Roma, all’età di 70 anni.
La notizia suscita ampio cordoglio nel mondo culturale italiano.
I funerali si svolgono in forma riservata.
Resta un’eredità letteraria unica, capace di dimostrare come l’umorismo possa essere una forma alta di intelligenza critica.
La nascita di Achille Campanile e la formazione
Achille Campanile nasce il 28 settembre 1899 a Roma.
Cresce in una famiglia della piccola borghesia e sviluppa presto un’attenzione acuta per il linguaggio e i suoi cortocircuiti.
Si forma come giornalista e inizia a scrivere giovanissimo, mostrando subito una cifra stilistica personale, fondata sul paradosso e sull’assurdo.
Il giornalismo e l’invenzione di uno stile
Negli anni Venti Campanile lavora per diversi quotidiani e riviste.
La scrittura giornalistica diventa il laboratorio in cui sperimenta giochi di parole, equivoci logici e dialoghi surreali.
La sua ironia non punta alla battuta facile, ma alla demolizione delle convenzioni linguistiche e narrative.
Il linguaggio comune, portato alle estreme conseguenze, si trasforma in strumento comico e critico.
Il successo teatrale e narrativo
Il teatro rappresenta uno dei campi di maggiore successo.
Le sue “tragedie in due battute” rivoluzionano la scena con testi brevissimi e fulminanti.
Opere come “L’inventore del cavallo”, “Centocinquanta la gallina canta” e “Ma che cos’è quest’amore?” confermano una comicità colta e spiazzante.
Parallelamente pubblica romanzi e racconti che ottengono un largo consenso di pubblico.
Il suo umorismo resta elegante, mai aggressivo, ma profondamente destabilizzante.
Cinema, radio e riconoscimenti
Campanile lavora anche per il cinema come sceneggiatore e dialoghista.
Collabora con importanti registi italiani e porta il suo stile anche alla radio e alla televisione.
Nel 1955 vince il Premio Viareggio per “La quercia del Tasso”, riconoscimento che sancisce la piena legittimazione letteraria del suo lavoro.
La sua scrittura continua a influenzare generazioni di autori e comici.
La morte e i funerali di Achille Campanile
Achille Campanile muore il 4 gennaio 1970 a Lariano, in provincia di Roma, all’età di 70 anni.
La notizia suscita ampio cordoglio nel mondo culturale italiano.
I funerali si svolgono in forma riservata.
Resta un’eredità letteraria unica, capace di dimostrare come l’umorismo possa essere una forma alta di intelligenza critica.















































































