5 gennaio 2018. Muore Marina Ripa di Meana.

La figura irregolare di Marina Ripa di Meana
Marina Ripa di Meana è una presenza costante nel panorama culturale e mediatico italiano per oltre quarant’anni.
Nasce a Milano il 21 ottobre 1941 con il nome di Marina Punturieri.
Cresce in un ambiente borghese e colto che alimenta fin da subito una personalità anticonformista.
Si afferma come stilista negli anni Settanta, distinguendosi per uno stile provocatorio e libero da codici tradizionali.
Dalla moda alla scena pubblica
Marina Ripa di Meana attraversa la moda come gesto politico e personale.
Le sue collezioni diventano dichiarazioni visive, più che prodotti commerciali.
Parallelamente frequenta il mondo dell’arte, della letteratura e del cinema.
È legata sentimentalmente a figure centrali della cultura italiana come Carlo Ripa di Meana, che sposa nel 1982.
Attraverso questa relazione entra in contatto diretto con i circuiti istituzionali, senza mai rinunciare a una posizione critica e indipendente.
Scrittura, televisione e militanza
Negli anni Novanta Marina Ripa di Meana si afferma anche come scrittrice.
Pubblica romanzi autobiografici e memoir che mescolano vita privata, scandalo e riflessione politica.
I suoi libri raccontano malattia, amore, corpo e potere con un linguaggio diretto e senza filtri.
In televisione diventa un personaggio divisivo, spesso al centro di polemiche.
Usa i media come spazio di battaglia, soprattutto sui temi della libertà individuale, dei diritti civili e della difesa degli animali.
Una voce fuori dal coro
Marina Ripa di Meana rifiuta ogni ruolo rassicurante.
La sua presenza pubblica è sempre eccentrica, volutamente disturbante.
Rivendica il diritto di esporsi, anche quando questo comporta isolamento o critiche feroci.
Trasforma il corpo e la parola in strumenti di testimonianza.
La malattia, la morte e l’ultimo saluto
Negli ultimi anni affronta una lunga malattia oncologica.
Parla apertamente della sofferenza e del rapporto con la fine della vita.
Muore a Roma il 5 gennaio 2018, all’età di 76 anni.
I funerali si svolgono in forma privata, nel rispetto della sua volontà.

La figura irregolare di Marina Ripa di Meana
Marina Ripa di Meana è una presenza costante nel panorama culturale e mediatico italiano per oltre quarant’anni.
Nasce a Milano il 21 ottobre 1941 con il nome di Marina Punturieri.
Cresce in un ambiente borghese e colto che alimenta fin da subito una personalità anticonformista.
Si afferma come stilista negli anni Settanta, distinguendosi per uno stile provocatorio e libero da codici tradizionali.
Dalla moda alla scena pubblica
Marina Ripa di Meana attraversa la moda come gesto politico e personale.
Le sue collezioni diventano dichiarazioni visive, più che prodotti commerciali.
Parallelamente frequenta il mondo dell’arte, della letteratura e del cinema.
È legata sentimentalmente a figure centrali della cultura italiana come Carlo Ripa di Meana, che sposa nel 1982.
Attraverso questa relazione entra in contatto diretto con i circuiti istituzionali, senza mai rinunciare a una posizione critica e indipendente.
Scrittura, televisione e militanza
Negli anni Novanta Marina Ripa di Meana si afferma anche come scrittrice.
Pubblica romanzi autobiografici e memoir che mescolano vita privata, scandalo e riflessione politica.
I suoi libri raccontano malattia, amore, corpo e potere con un linguaggio diretto e senza filtri.
In televisione diventa un personaggio divisivo, spesso al centro di polemiche.
Usa i media come spazio di battaglia, soprattutto sui temi della libertà individuale, dei diritti civili e della difesa degli animali.
Una voce fuori dal coro
Marina Ripa di Meana rifiuta ogni ruolo rassicurante.
La sua presenza pubblica è sempre eccentrica, volutamente disturbante.
Rivendica il diritto di esporsi, anche quando questo comporta isolamento o critiche feroci.
Trasforma il corpo e la parola in strumenti di testimonianza.
La malattia, la morte e l’ultimo saluto
Negli ultimi anni affronta una lunga malattia oncologica.
Parla apertamente della sofferenza e del rapporto con la fine della vita.
Muore a Roma il 5 gennaio 2018, all’età di 76 anni.
I funerali si svolgono in forma privata, nel rispetto della sua volontà.















































































