Alessandro Volta

5 marzo 1827. Muore Alessandro Volta.

5 Marzo 2026 - 07:30--Anniversari-
5 marzo 1827. Muore Alessandro Volta.

Alessandro Volta, l’uomo che accende l’era dell’elettricità

Le origini e la formazione scientifica di Alessandro Volta

Alessandro Volta nasce il 18 febbraio 1745 a Como, nel Ducato di Milano, con il nome di Alessandro Giuseppe Antonio Anastasio Volta.
Figlio di Filippo Volta e Maddalena Inzaghi, cresce in un ambiente attento alla cultura e dimostra presto curiosità per i fenomeni naturali.
Studia presso le scuole gesuite della città e trova nel canonico Giulio Cesare Gattoni una guida decisiva per approfondire l’interesse verso l’elettricità.
Nel 1769 pubblica la sua prima memoria scientifica, “De vi attractiva ignis electrici”, in cui analizza e confuta alcune teorie sui fenomeni elettrici.
L’anno successivo ottiene la nomina a professore di fisica sperimentale alle Regie Scuole di Como, iniziando una carriera accademica che lo porta al centro della ricerca europea.

La scoperta del metano e gli studi sui gas

Nel 1776 Alessandro Volta individua il metano in una palude vicino al Lago Maggiore.
Osserva le bolle che emergono dall’acqua, raccoglie il gas e ne studia le proprietà infiammabili con rigore sperimentale.
Progetta strumenti innovativi, tra cui la pistola elettroflogopneumatica, per dimostrare le reazioni chimiche legate al gas.
Nel 1778 ottiene la cattedra di fisica sperimentale all’Università di Pavia, dove insegna per quasi quarant’anni.
Qui elabora il concetto di tensione elettrica e consolida un metodo di indagine fondato su esperimenti ripetibili e misurazioni precise.

L’invenzione della pila elettrica e la fama internazionale

Nel 1799 Alessandro Volta realizza la pila elettrica, il primo generatore di corrente continua della storia.
Il dispositivo unisce dischi di zinco e rame separati da panni imbevuti in soluzione salina, producendo un flusso costante di elettricità.
Nel 1800 presenta l’invenzione alla Royal Society di Londra e ottiene un riconoscimento immediato.
La pila inaugura una nuova fase negli studi sull’elettricità e apre la strada allo sviluppo delle batterie moderne.
L’unità di misura del potenziale elettrico, il volt, prende il nome da Alessandro Volta, consacrando il suo contributo alla scienza.
Nel 1801 Napoleone Bonaparte lo invita a Parigi per assistere a una dimostrazione della pila.
Colpito dall’esperimento, lo insignisce della Legion d’Onore e lo nomina senatore del Regno d’Italia.
Dopo il 1814, con la caduta di Napoleone, Volta si ritira progressivamente dalla vita pubblica e si divide tra Como e la residenza di campagna a Camnago.

Morte e sepoltura di Alessandro Volta

Alessandro Volta muore il 5 marzo 1827 a Como, all’età di 82 anni.
La notizia suscita cordoglio nel mondo accademico europeo.
Viene sepolto nella cappella di famiglia nel cimitero di Camnago Volta, dove un tempietto commemorativo ne custodisce la memoria.
Con la sua pila, Alessandro Volta illumina simbolicamente l’inizio dell’era elettrica e lascia un’eredità che continua a plasmare la tecnologia contemporanea.

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