6 gennaio 1993. Muore Dizzy Gillespie, genio del bebop.

Dizzy Gillespie è una delle figure centrali del jazz del Novecento.
Nasce il 21 ottobre 1917 a Cheraw, nella Carolina del Sud, con il nome di John Birks Gillespie.
Cresce in una famiglia numerosa e complessa, segnata dalla disciplina del padre e da un precoce contatto con la musica.
La tromba diventa presto il suo strumento principale e il suo linguaggio sonoro si distingue immediatamente per energia, ironia e audacia tecnica.
Negli anni Quaranta Dizzy Gillespie è tra gli artefici della nascita del bebop.
Accanto a Charlie Parker contribuisce a rompere gli schemi dello swing, introducendo tempi rapidi, armonie complesse e un approccio virtuosistico all’improvvisazione.
La sua tromba, riconoscibile anche per la caratteristica campana piegata verso l’alto, diventa un simbolo visivo e sonoro del jazz moderno.
Il bebop e l’incontro con le musiche afro-cubane
Il percorso artistico di Dizzy Gillespie non si ferma al bebop.
Negli anni Cinquanta integra nel jazz elementi della musica afro-cubana, collaborando con musicisti come Chano Pozo.
Brani come Manteca segnano una svolta e aprono nuove strade alla contaminazione tra jazz e ritmi latinoamericani
Gillespie è anche un leader carismatico.
Guida orchestre, forma giovani talenti e porta il jazz in tutto il mondo come ambasciatore culturale degli Stati Uniti.
Il suo stile sul palco, fatto di sorriso, ironia e grande comunicativa, non è mai separato da una profonda competenza musicale.
Una carriera tra palchi internazionali e impegno culturale
Dizzy Gillespie attraversa decenni di storia musicale senza perdere centralità.
Incide decine di album, collabora con i più grandi nomi del jazz e partecipa a progetti educativi e diplomatici.
La sua figura unisce sperimentazione, tradizione afroamericana e apertura culturale.
Negli ultimi anni continua a esibirsi nonostante i problemi di salute.
Rimane un punto di riferimento per musicisti e appassionati, capace di parlare a pubblici diversi senza semplificare il linguaggio artistico.
La morte di Dizzy Gillespie e l’ultimo saluto
Dizzy Gillespie muore il 6 gennaio 1993 a Englewood, nel New Jersey, all’età di 75 anni, a causa di un cancro al pancreas.
La notizia suscita un’ondata di cordoglio nel mondo della musica e oltre.
I funerali si svolgono a New York e riuniscono musicisti, amici e figure istituzionali.
Viene ricordato non solo come un grande trombettista, ma come uno degli uomini che hanno cambiato per sempre il volto del jazz.
Dizzy Gillespie è una delle figure centrali del jazz del Novecento.
Nasce il 21 ottobre 1917 a Cheraw, nella Carolina del Sud, con il nome di John Birks Gillespie.
Cresce in una famiglia numerosa e complessa, segnata dalla disciplina del padre e da un precoce contatto con la musica.
La tromba diventa presto il suo strumento principale e il suo linguaggio sonoro si distingue immediatamente per energia, ironia e audacia tecnica.
Negli anni Quaranta Dizzy Gillespie è tra gli artefici della nascita del bebop.
Accanto a Charlie Parker contribuisce a rompere gli schemi dello swing, introducendo tempi rapidi, armonie complesse e un approccio virtuosistico all’improvvisazione.
La sua tromba, riconoscibile anche per la caratteristica campana piegata verso l’alto, diventa un simbolo visivo e sonoro del jazz moderno.
Il bebop e l’incontro con le musiche afro-cubane
Il percorso artistico di Dizzy Gillespie non si ferma al bebop.
Negli anni Cinquanta integra nel jazz elementi della musica afro-cubana, collaborando con musicisti come Chano Pozo.
Brani come Manteca segnano una svolta e aprono nuove strade alla contaminazione tra jazz e ritmi latinoamericani
Gillespie è anche un leader carismatico.
Guida orchestre, forma giovani talenti e porta il jazz in tutto il mondo come ambasciatore culturale degli Stati Uniti.
Il suo stile sul palco, fatto di sorriso, ironia e grande comunicativa, non è mai separato da una profonda competenza musicale.
Una carriera tra palchi internazionali e impegno culturale
Dizzy Gillespie attraversa decenni di storia musicale senza perdere centralità.
Incide decine di album, collabora con i più grandi nomi del jazz e partecipa a progetti educativi e diplomatici.
La sua figura unisce sperimentazione, tradizione afroamericana e apertura culturale.
Negli ultimi anni continua a esibirsi nonostante i problemi di salute.
Rimane un punto di riferimento per musicisti e appassionati, capace di parlare a pubblici diversi senza semplificare il linguaggio artistico.
La morte di Dizzy Gillespie e l’ultimo saluto
Dizzy Gillespie muore il 6 gennaio 1993 a Englewood, nel New Jersey, all’età di 75 anni, a causa di un cancro al pancreas.
La notizia suscita un’ondata di cordoglio nel mondo della musica e oltre.
I funerali si svolgono a New York e riuniscono musicisti, amici e figure istituzionali.
Viene ricordato non solo come un grande trombettista, ma come uno degli uomini che hanno cambiato per sempre il volto del jazz.















































































