9 gennaio 2013. Muore il filosofo Norberto Bobbio.

Chi è Norberto Bobbio e perché conta ancora
Norberto Bobbio occupa un posto centrale nel pensiero politico e giuridico del Novecento italiano.
Nasce a Torino il 18 ottobre 1909, in una città che resta per tutta la vita il suo principale riferimento culturale e umano.
Studia giurisprudenza e filosofia, frequenta ambienti antifascisti, conosce il carcere e il confino, e matura presto un’idea rigorosa della responsabilità civile dell’intellettuale.
Il suo lavoro non cerca mai slogan o scorciatoie ideologiche, ma insiste sulla chiarezza dei concetti e sul valore delle regole.
Il pensiero giuridico e politico
Norberto Bobbio si afferma come uno dei maggiori filosofi del diritto europei.
Insegna nelle università di Siena, Padova e Torino, formando generazioni di studiosi.
Al centro della sua riflessione pone il rapporto tra diritto e potere, tra legalità e giustizia, tra democrazia e autoritarismo.
Analizza lo Stato moderno come costruzione fragile, fondata su equilibri istituzionali che richiedono vigilanza continua.
Il suo approccio resta sempre laico, razionale, lontano da ogni dogmatismo.
L’impegno civile e il ruolo pubblico
Accanto all’attività accademica, Norberto Bobbio interviene spesso nel dibattito pubblico.
Scrive su giornali e riviste, partecipa a confronti politici senza mai trasformarsi in uomo di partito.
Nel 1984 il Presidente della Repubblica Sandro Pertini lo nomina senatore a vita.
Anche in questa veste mantiene uno stile sobrio, attento, spesso critico verso le semplificazioni della politica contemporanea.
Difende la democrazia come metodo, non come bandiera emotiva.
Un intellettuale del dubbio
La cifra distintiva di Norberto Bobbio resta il rifiuto delle verità assolute.
Rivendica il valore del dubbio come strumento di conoscenza e come garanzia di libertà.
Nelle sue opere insiste sulla distinzione tra destra e sinistra, sulla crisi delle ideologie, sulla necessità di regole condivise.
Il suo linguaggio è limpido, accessibile, mai compiacente.
La morte e i funerali
Norberto Bobbio muore a Torino il 9 gennaio 2013, all’età di 103 anni.
La notizia suscita un ampio cordoglio nel mondo accademico, politico e culturale.
I funerali si svolgono in forma civile, nel segno della coerenza con una vita improntata al rigore laico e al rispetto delle istituzioni.
Con la sua scomparsa l’Italia perde una voce critica, capace di interrogare il presente senza rinunciare alla complessità.
Chi è Norberto Bobbio e perché conta ancora
Norberto Bobbio occupa un posto centrale nel pensiero politico e giuridico del Novecento italiano.
Nasce a Torino il 18 ottobre 1909, in una città che resta per tutta la vita il suo principale riferimento culturale e umano.
Studia giurisprudenza e filosofia, frequenta ambienti antifascisti, conosce il carcere e il confino, e matura presto un’idea rigorosa della responsabilità civile dell’intellettuale.
Il suo lavoro non cerca mai slogan o scorciatoie ideologiche, ma insiste sulla chiarezza dei concetti e sul valore delle regole.
Il pensiero giuridico e politico
Norberto Bobbio si afferma come uno dei maggiori filosofi del diritto europei.
Insegna nelle università di Siena, Padova e Torino, formando generazioni di studiosi.
Al centro della sua riflessione pone il rapporto tra diritto e potere, tra legalità e giustizia, tra democrazia e autoritarismo.
Analizza lo Stato moderno come costruzione fragile, fondata su equilibri istituzionali che richiedono vigilanza continua.
Il suo approccio resta sempre laico, razionale, lontano da ogni dogmatismo.
L’impegno civile e il ruolo pubblico
Accanto all’attività accademica, Norberto Bobbio interviene spesso nel dibattito pubblico.
Scrive su giornali e riviste, partecipa a confronti politici senza mai trasformarsi in uomo di partito.
Nel 1984 il Presidente della Repubblica Sandro Pertini lo nomina senatore a vita.
Anche in questa veste mantiene uno stile sobrio, attento, spesso critico verso le semplificazioni della politica contemporanea.
Difende la democrazia come metodo, non come bandiera emotiva.
Un intellettuale del dubbio
La cifra distintiva di Norberto Bobbio resta il rifiuto delle verità assolute.
Rivendica il valore del dubbio come strumento di conoscenza e come garanzia di libertà.
Nelle sue opere insiste sulla distinzione tra destra e sinistra, sulla crisi delle ideologie, sulla necessità di regole condivise.
Il suo linguaggio è limpido, accessibile, mai compiacente.
La morte e i funerali
Norberto Bobbio muore a Torino il 9 gennaio 2013, all’età di 103 anni.
La notizia suscita un ampio cordoglio nel mondo accademico, politico e culturale.
I funerali si svolgono in forma civile, nel segno della coerenza con una vita improntata al rigore laico e al rispetto delle istituzioni.
Con la sua scomparsa l’Italia perde una voce critica, capace di interrogare il presente senza rinunciare alla complessità.















































































