Addio a Brigitte Bardot, l’ultimo saluto a Saint-Tropez.

Mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez l’ultimo saluto a Brigitte Bardot.
Dieci giorni dopo la morte, avvenuta nella sua casa di Madrague, l’attrice ha attraversato per l’ultima volta la località della Costa Azzurra che ha contribuito a rendere celebre in tutto il mondo.
La cerimonia si è svolta in forma privata, nel segno della sobrietà voluta da Madame Bardot, con una partecipazione intensa e composta.
La musica come saluto finale
Alle 12:37 la bara in vimini, ricoperta di fiori, è uscita dalla chiesa di Notre-Dame-de-l’Assomption.
Gli applausi hanno accompagnato il feretro, mentre le note di “Djobi, djoba” hanno riempito la piazza.
A suonarle è stato Chico, leader dei Gipsy Kings, gruppo che Bardot sostenne fin dagli anni Settanta.
Non a caso, “La Dona”, uno dei loro brani più celebri, è dedicato proprio a lei.
Dal rito privato al saluto collettivo
Il corteo ha raggiunto il cimitero affacciato sul Mediterraneo, immerso in una luminosa giornata invernale.
Qui Brigitte Bardot riposerà nella tomba di famiglia, non lontano dal primo marito Roger Vadim.
I fan hanno seguito il rito di commiato grazie ai maxischermi allestiti in paese.
Durante la funzione, Mireille Mathieu ha interpretato a cappella il Panis Angelicus, seguita dall’Ave Maria cantata da Vincent Niclo.
Un fuoriprogramma simbolico
Nel corso dei funerali le sirene di allerta del comune, che risuonano normalmente ogni primo mercoledì del mese, sono scattate proprio durante i funerali, come se le autorità locali avessero dimenticato di staccarle.
Un fuoriprogramma interpretato da alcuni come un ultimo simbolico involontario saluto della città alla sua icona più amata.
Presenze, assenze e memoria
In chiesa, l’amico e segretario generale della Fondazione Bardot, Max Guazzini, ha pronunciato un commosso discorso in omaggio a B.B.
Ha ricordato la libertà incarnata dall’attrice e il suo impegno instancabile per gli animali.
Tra i presenti figuravano Paul Belmondo, Raphaël Mezrahi e l’attivista Paul Watson.
Dal mondo politico sono arrivati rappresentanti di schieramenti diversi, mentre il presidente Emmanuel Macron ha inviato una corona di fiori.
Assente la sorella Mijanou, che ha affidato a un messaggio letto durante la messa il suo saluto più intimo.
“Merci Brigitte”
Dopo la tumulazione, il cimitero è stato riaperto al pubblico.
Cittadini e turisti si sono raccolti davanti alla tomba colma di fiori e nastri tricolori.
Tra le immagini, una foto in bianco e nero con una foca e una scritta semplice e potente: “Merci Brigitte”.
LPP
Mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez l’ultimo saluto a Brigitte Bardot.
Dieci giorni dopo la morte, avvenuta nella sua casa di Madrague, l’attrice ha attraversato per l’ultima volta la località della Costa Azzurra che ha contribuito a rendere celebre in tutto il mondo.
La cerimonia si è svolta in forma privata, nel segno della sobrietà voluta da Madame Bardot, con una partecipazione intensa e composta.
La musica come saluto finale
Alle 12:37 la bara in vimini, ricoperta di fiori, è uscita dalla chiesa di Notre-Dame-de-l’Assomption.
Gli applausi hanno accompagnato il feretro, mentre le note di “Djobi, djoba” hanno riempito la piazza.
A suonarle è stato Chico, leader dei Gipsy Kings, gruppo che Bardot sostenne fin dagli anni Settanta.
Non a caso, “La Dona”, uno dei loro brani più celebri, è dedicato proprio a lei.
Dal rito privato al saluto collettivo
Il corteo ha raggiunto il cimitero affacciato sul Mediterraneo, immerso in una luminosa giornata invernale.
Qui Brigitte Bardot riposerà nella tomba di famiglia, non lontano dal primo marito Roger Vadim.
I fan hanno seguito il rito di commiato grazie ai maxischermi allestiti in paese.
Durante la funzione, Mireille Mathieu ha interpretato a cappella il Panis Angelicus, seguita dall’Ave Maria cantata da Vincent Niclo.
Un fuoriprogramma simbolico
Nel corso dei funerali le sirene di allerta del comune, che risuonano normalmente ogni primo mercoledì del mese, sono scattate proprio durante i funerali, come se le autorità locali avessero dimenticato di staccarle.
Un fuoriprogramma interpretato da alcuni come un ultimo simbolico involontario saluto della città alla sua icona più amata.
Presenze, assenze e memoria
In chiesa, l’amico e segretario generale della Fondazione Bardot, Max Guazzini, ha pronunciato un commosso discorso in omaggio a B.B.
Ha ricordato la libertà incarnata dall’attrice e il suo impegno instancabile per gli animali.
Tra i presenti figuravano Paul Belmondo, Raphaël Mezrahi e l’attivista Paul Watson.
Dal mondo politico sono arrivati rappresentanti di schieramenti diversi, mentre il presidente Emmanuel Macron ha inviato una corona di fiori.
Assente la sorella Mijanou, che ha affidato a un messaggio letto durante la messa il suo saluto più intimo.
“Merci Brigitte”
Dopo la tumulazione, il cimitero è stato riaperto al pubblico.
Cittadini e turisti si sono raccolti davanti alla tomba colma di fiori e nastri tricolori.
Tra le immagini, una foto in bianco e nero con una foca e una scritta semplice e potente: “Merci Brigitte”.
LPP
















































































