11 gennaio 2015. Muore Anita Ekberg.

L’11 gennaio 2015 si spegne a Roma Anita Ekberg, attrice e modella svedese che attraversa il cinema internazionale lasciando un’immagine destinata a diventare simbolo di un’epoca.
Nata il 29 settembre 1931 a Malmö, in Svezia, cresce in una famiglia numerosa e si affaccia presto al mondo dello spettacolo grazie ai concorsi di bellezza.
Nel 1950 vince il titolo di Miss Svezia e si trasferisce negli Stati Uniti, dove Hollywood la accoglie con curiosità e prudenza.
Anita Ekberg tra Hollywood e Cinecittà
Negli anni Cinquanta lavora negli studios americani e appare in produzioni di genere, spesso relegata a ruoli decorativi che non esauriscono il suo potenziale.
Il suo percorso cambia quando l’Europa diventa il centro della sua carriera.
L’Italia la chiama e Cinecittà la trasforma in una presenza costante del cinema popolare e d’autore.
Anita Ekberg lavora con registi italiani e internazionali, muovendosi tra commedia, avventura e melodramma.
La scena che diventa leggenda
Nel 1960 Federico Fellini la sceglie per La dolce vita.
La sequenza nella Fontana di Trevi la consegna alla storia del cinema e fissa per sempre il volto di Anita Ekberg nell’immaginario collettivo.
L’attrice non interpreta solo un personaggio, ma incarna un’idea di femminilità sospesa tra sogno, eccesso e malinconia.
Da quel momento il suo nome si lega indissolubilmente a Roma e al cinema italiano.
Una carriera segnata da luci e ombre
Negli anni successivi Anita Ekberg continua a lavorare, ma il peso di quell’immagine iconica condiziona la sua carriera.
Il rapporto con la stampa è spesso complesso e la sua vita privata alimenta curiosità e stereotipi.
Nonostante questo, resta una figura centrale del cinema europeo del Novecento.
La morte di Anita Ekberg e l’ultimo saluto
Anita Ekberg muore l’11 gennaio 2015 a Roma, città che diventa la sua casa definitiva.
Si spegne all’età di 83 anni dopo una lunga malattia.
I funerali si svolgono nella capitale, con un saluto sobrio che riflette gli ultimi anni lontani dai riflettori.
Roma la saluta come una delle sue icone più riconoscibili, legata per sempre all’acqua della Fontana di Trevi e alla memoria del cinema.
L’11 gennaio 2015 si spegne a Roma Anita Ekberg, attrice e modella svedese che attraversa il cinema internazionale lasciando un’immagine destinata a diventare simbolo di un’epoca.
Nata il 29 settembre 1931 a Malmö, in Svezia, cresce in una famiglia numerosa e si affaccia presto al mondo dello spettacolo grazie ai concorsi di bellezza.
Nel 1950 vince il titolo di Miss Svezia e si trasferisce negli Stati Uniti, dove Hollywood la accoglie con curiosità e prudenza.
Anita Ekberg tra Hollywood e Cinecittà
Negli anni Cinquanta lavora negli studios americani e appare in produzioni di genere, spesso relegata a ruoli decorativi che non esauriscono il suo potenziale.
Il suo percorso cambia quando l’Europa diventa il centro della sua carriera.
L’Italia la chiama e Cinecittà la trasforma in una presenza costante del cinema popolare e d’autore.
Anita Ekberg lavora con registi italiani e internazionali, muovendosi tra commedia, avventura e melodramma.
La scena che diventa leggenda
Nel 1960 Federico Fellini la sceglie per La dolce vita.
La sequenza nella Fontana di Trevi la consegna alla storia del cinema e fissa per sempre il volto di Anita Ekberg nell’immaginario collettivo.
L’attrice non interpreta solo un personaggio, ma incarna un’idea di femminilità sospesa tra sogno, eccesso e malinconia.
Da quel momento il suo nome si lega indissolubilmente a Roma e al cinema italiano.
Una carriera segnata da luci e ombre
Negli anni successivi Anita Ekberg continua a lavorare, ma il peso di quell’immagine iconica condiziona la sua carriera.
Il rapporto con la stampa è spesso complesso e la sua vita privata alimenta curiosità e stereotipi.
Nonostante questo, resta una figura centrale del cinema europeo del Novecento.
La morte di Anita Ekberg e l’ultimo saluto
Anita Ekberg muore l’11 gennaio 2015 a Roma, città che diventa la sua casa definitiva.
Si spegne all’età di 83 anni dopo una lunga malattia.
I funerali si svolgono nella capitale, con un saluto sobrio che riflette gli ultimi anni lontani dai riflettori.
Roma la saluta come una delle sue icone più riconoscibili, legata per sempre all’acqua della Fontana di Trevi e alla memoria del cinema.















































































