12 gennaio 1991. Muore lo scrittore Vasco Pratolini.

La Firenze popolare nella scrittura di Vasco Pratolini
Vasco Pratolini muore il 12 gennaio 1991 a Roma.
Scrittore tra i più rappresentativi del Novecento italiano, lega il proprio nome a una narrativa fortemente radicata nella realtà sociale e urbana.
Nasce a Firenze il 19 ottobre 1913, in una famiglia modesta del quartiere di Santa Croce.
Rimane presto orfano di madre e cresce in un ambiente popolare che segna in modo profondo il suo immaginario narrativo.
La formazione è irregolare e in gran parte autodidatta.
Lavora come tipografo, commesso, correttore di bozze, entrando in contatto diretto con il mondo dell’editoria e della scrittura.
Gli esordi letterari e l’impegno civile
Negli anni Trenta inizia a pubblicare racconti e articoli su riviste letterarie.
L’esordio narrativo arriva nel 1940 con “Il tappeto verde”.
Durante la Seconda guerra mondiale aderisce alla Resistenza e partecipa attivamente alla vita politica e culturale della sinistra italiana.
L’esperienza resistenziale rafforza una visione della letteratura come strumento di testimonianza e responsabilità civile.
Dopo la guerra collabora con importanti testate e frequenta ambienti intellettuali vicini al neorealismo.
I romanzi e il successo editoriale
Il grande successo arriva con “Cronache di poveri amanti”, pubblicato nel 1947.
Il romanzo racconta la vita quotidiana di una strada fiorentina negli anni del fascismo.
Segue “Metello”, “Lo scialo” e “Allegoria e derisione”, opere che compongono una vera e propria saga popolare.
Al centro della sua narrativa ci sono i rapporti umani, il conflitto sociale, la memoria collettiva.
Lo stile è diretto, partecipe, costruito su una lingua viva e fortemente legata al parlato.
Cinema, ultimi anni e riconoscimenti
Molti suoi testi vengono adattati perCINEMA, contribuendo alla diffusione del suo immaginario anche fuori dall’ambito letterario.
Negli anni Settanta e Ottanta continua a scrivere, alternando narrativa, saggi e interventi pubblici.
Rimane una voce autorevole del panorama culturale italiano, attenta alle trasformazioni sociali e politiche del Paese.
La morte e i funerali
Vasco Pratolini muore il 12 gennaio 1991 a Roma, all’età di 77 anni.
La notizia suscita ampio cordoglio nel mondo culturale e politico.
I funerali si svolgono in forma civile, come da sua volontà.
Le sue opere restano una testimonianza centrale della letteratura italiana del Novecento, capaci di raccontare la storia attraverso la vita quotidiana delle persone comuni.
La Firenze popolare nella scrittura di Vasco Pratolini
Vasco Pratolini muore il 12 gennaio 1991 a Roma.
Scrittore tra i più rappresentativi del Novecento italiano, lega il proprio nome a una narrativa fortemente radicata nella realtà sociale e urbana.
Nasce a Firenze il 19 ottobre 1913, in una famiglia modesta del quartiere di Santa Croce.
Rimane presto orfano di madre e cresce in un ambiente popolare che segna in modo profondo il suo immaginario narrativo.
La formazione è irregolare e in gran parte autodidatta.
Lavora come tipografo, commesso, correttore di bozze, entrando in contatto diretto con il mondo dell’editoria e della scrittura.
Gli esordi letterari e l’impegno civile
Negli anni Trenta inizia a pubblicare racconti e articoli su riviste letterarie.
L’esordio narrativo arriva nel 1940 con “Il tappeto verde”.
Durante la Seconda guerra mondiale aderisce alla Resistenza e partecipa attivamente alla vita politica e culturale della sinistra italiana.
L’esperienza resistenziale rafforza una visione della letteratura come strumento di testimonianza e responsabilità civile.
Dopo la guerra collabora con importanti testate e frequenta ambienti intellettuali vicini al neorealismo.
I romanzi e il successo editoriale
Il grande successo arriva con “Cronache di poveri amanti”, pubblicato nel 1947.
Il romanzo racconta la vita quotidiana di una strada fiorentina negli anni del fascismo.
Segue “Metello”, “Lo scialo” e “Allegoria e derisione”, opere che compongono una vera e propria saga popolare.
Al centro della sua narrativa ci sono i rapporti umani, il conflitto sociale, la memoria collettiva.
Lo stile è diretto, partecipe, costruito su una lingua viva e fortemente legata al parlato.
Cinema, ultimi anni e riconoscimenti
Molti suoi testi vengono adattati perCINEMA, contribuendo alla diffusione del suo immaginario anche fuori dall’ambito letterario.
Negli anni Settanta e Ottanta continua a scrivere, alternando narrativa, saggi e interventi pubblici.
Rimane una voce autorevole del panorama culturale italiano, attenta alle trasformazioni sociali e politiche del Paese.
La morte e i funerali
Vasco Pratolini muore il 12 gennaio 1991 a Roma, all’età di 77 anni.
La notizia suscita ampio cordoglio nel mondo culturale e politico.
I funerali si svolgono in forma civile, come da sua volontà.
Le sue opere restano una testimonianza centrale della letteratura italiana del Novecento, capaci di raccontare la storia attraverso la vita quotidiana delle persone comuni.















































































