Sant’Antonio Abate e la notte in cui gli animali parlano.

17 Gennaio 2026 - 12:00--Curiosità-
Sant’Antonio Abate e la notte in cui gli animali parlano.

La notte 17 gennaio non è una notte qualunque. Secondo la tradizione popolare, è il momento in cui gli animali acquistano la facoltà di parlare. Una leggenda antica, legata alla figura di Sant’Antonio Abate, protettore del mondo contadino.

Un eremita nel deserto e la lotta contro il male

Antonio nasce in Egitto nel 255 dopo Cristo, in una famiglia benestante.

Alla morte dei genitori rinuncia a ogni bene e sceglie il deserto.

Qui conduce una vita di solitudine, digiuno e preghiera.

Secondo i racconti agiografici affronta continue tentazioni del demonio: donne seducenti, bestie feroci, serpenti e scorpioni. Quando il suo culto giunge in Europa, il deserto si trasforma in bosco.

Il “fuoco di Sant’Antonio” e l’origine di un culto guaritore

Nel secolo XI le reliquie di Sant’Antonio furono trasferite da Costantinopoli in Provenza, accolte e conservate in un monastero gestito dai benedettini.

Proprio in quegli anni la regione viene colpita da una malattia devastante. La chiamano “fuoco sacro”, poi “fuoco di Sant’Antonio”. Ma non è quello che oggi conosciamo come virus della varicella. Si tratta di ergotismo. L’intossicazione deriva dal consumo di pane di segale contaminato da claviceps purpurea. Il fungo provoca convulsioni, allucinazioni e gangrena degli arti.

Gli abitanti di tutta la Provenza e successivamente anche di altre zone, cominciarono ad accorrere all’abbazia per pregare e chiedere la grazia davanti alle sacre reliquie. E Antonio diventa un santo guaritore.

Gli Antoniani e il maiale con la campanella

Dal culto nasce l’Ordine degli Antoniani. I monaci curano i malati e preparano un balsamo a base di grasso di maiale che sembra lenire i danni della terribile malattia. Per questo allevano suini in grande quantità.

I maiali girano liberi, riconoscibili da una campanella al collo. Così il maiale entra stabilmente nell’iconografia del santo.

La benedizione degli animali

Con il tempo Sant’Antonio diventa protettore di tutti gli animali domestici e da cortile. E per affinità è protettore del lavoro agricolo, del fuoco, delle stalle. Così il 17 gennaio diventa il giorno in cui si benedicono gli animali “di casa” e i loro ricoveri. Il rito colpisce persino Goethe, che lo descriverà nel suo Viaggio in Italia nel 1787.

Fuoco, falò e riti di passaggio

Oltre agli animali Sant’Antonio è associato anche al fuoco Per questo in alcune località d’Europa, nel giorno della sua memoria liturgica, si accendono i fuochi. e falò.

I falò segnano la fine del buio e l’attesa della primavera.

Sono riti pagani cristianizzati. Il fuoco purifica, protegge e rinnova.

Brucia il passato e si prepara il futuro.

Non a caso la sua festa coincide con il periodo della macellazione del maiale. È il tempo in cui ci si assicura il sostentamento per l’inverno.

Sant’Antonio combatte il diavolo che rappresenta la malattia e la morte. E lo si invoca, in molte zone del sud d’Italia, con una filastrocca: “Sant’Antonio, Sant’Antonio lu nemico de lu dimonio”.

Da qui l’iconografia del santo eremita, accompagnato da un maialino con una campanella e poi per estensione da altri animali domestici, il fuoco e il bastone a forma di T, tipico degli eremiti.

La notte in cui gli animali parlano

Nella notte che precede la festa, la tradizione popolare, condita da leggenda, vuole che gli animali parlino tra loro.

I contadini però evitano le stalle. Poiché ascoltare le voci e i segreti degli animali porterebbe sventura.

È il confine sottile tra sacro e profano. Tra paura e rispetto per gli esseri viventi con cui si condivide il destino.

E infatti. Per la devozione popolare Sant’Antonio è l’eremita che cammina appoggiato al bastone a forma di T.

La lettera “tau”, lettera finale dell’alfabeto ebraico che allude appunto al destino di ogni essere vivente.

Accompagnato dal maialino con la campanella. Guarisce, protegge e veglia.

E nella notte del 17 gennaio, il suo mondo magico di animali e natura prende voce.

Laura Persico Pezzino

Calce Architettura

newsletter
rimani informato

Iscriviti alla nostra newsletter, riceverai solo informazioni utili.

Leggi la nostra Privacy Policy per maggiori informazioni su come trattiamo i tuoi dati personali.

Condividi sui tuoi social...
Articoli correlati
TgFuneral24 Consiglia
Fiera funeraria di Bologna
Holding Funeraria Italiana
scacf cofani funebri perugia
lorandi group industria cofani funebri a brescia
gfm asti imbottiture funebri eccellenza della manifattura italiana
Paolo Imeri - Urne Cinerarie e Cofani Funebri
ellena autotrasformazioni saluzzo
Riello F.lli srl
registro italiano imprese funebri
pet news 24 quotidiano di informazione dedicato ai nostri amici animali
memories books necrologi funerali e annunci di lutto in italia
infortunistica tossani bologna
giesse risarcimento danni
studio 3a risarcimento danni mortali mestre
assisto assistenza gratuita risarcimento danni gravi a padova
architettura piu progettazione case funerarie a brescia
Apiemme Engineering srl
Mariani soluzioni
Bussolino Valenza
scuola superiore di formazione per la funeraria fondata da carmelo pezzino e nino leanza
coccato e mezzetti manufatti funerari e sanitari a novara
Forno Crematorio di Fidenza in provincia di Parma
tg italia arreda arredamenti negozi ed interni a padova
Oltre magazine
impresa funebre san siro milano
onoranze funebri croce verde reggio emilia
onoranze funebri e casa funeraria giubileo torino
impresa funebre bonino biella
Centro servizi funebri milano
Giardino degli Angeli - Case Funerarie e Onoranze Funebri
Centro Servizi Funebri Brescia ASF Italia
Onoranze funebri Brogio Padova
Gigi trevisin
funeral corporation servizi funebri metropolitani a rozzano
onoranze funebri certosa milano
pompe funebri europa milano
onoranze funebri marni codogno
Servizi funebri Nebuloni
pompe funebri pulici carate brianza
Fratelli Riaziello
onoranze funebri gennaro tammaro napoli
Onoranze funebri Braccu
Salvatore Salemme
Onoranze Funebri Rossi