Rubrica Tecnica Tossani #02: Chi ha diritto al risarcimento
La Rubrica Tecnica Tossani riprende il percorso avviato nel primo video. Dopo aver chiarito cosa fare immediatamente in caso di decesso improvviso, l’attenzione si sposta ora sui danni risarcibili. Il focus è l’interesse dei familiari della persona deceduta. In particolare, quello dei superstiti che hanno diritto al risarcimento.
Danno patrimoniale e non patrimoniale: la distinzione fondamentale
Il sistema risarcitorio italiano si fonda su una grande distinzione. Da un lato esiste il danno patrimoniale. Dall’altro il danno non patrimoniale.
Questa dicotomia è centrale in ogni procedura di risarcimento. Nel caso di morte, l’analisi parte sempre dal danno non patrimoniale. Si tratta della componente più complessa e delicata.
Il danno morale da lutto
La prima voce da considerare è il danno morale da lutto. Riguarda la sofferenza interiore causata dalla perdita del congiunto. È un danno difficile da misurare e da dimostrare.
Prima ancora della quantificazione, è necessario individuare gli aventi diritto. In base alle tabelle di riferimento, rientrano i familiari più stretti. Parliamo di genitori, figli, coniuge e fratelli.
Anche i nipoti possono essere risarciti. Questa figura resta però una delle più controverse. Il riconoscimento del danno dipende dalla prova del legame affettivo. In molti casi, la giurisprudenza supporta questa richiesta.
La complessità della quantificazione del danno
Il danno morale non può essere ridotto a un semplice calcolo. Non esiste una formula matematica universale. Ogni situazione personale è diversa.
La sofferenza per la perdita di una persona cara è profondamente individuale. Per questo motivo servono strumenti giuridici adeguati. Di questi aspetti si occuperà la prossima sessione, la #03, della Rubrica Tecnica Tossani. L’obiettivo resta uno solo: tutelare in modo corretto i diritti dei superstiti.























































