12 febbraio 2000. Addio a Charles M. Schulz, il “papà” dei Peanuts.

Charles M. Schulz, il fumettista poeta creatore dei Peanuts
Charles M. Schulz, creatore dei Peanuts, si spegneva serenamente nel sonno poche ore prima della pubblicazione della sua ultima striscia a fumetti.
La mattina di domenica 13 febbraio 2000 i lettori di mezzo mondo aprirono i giornali come avevano fatto per quasi cinquant’anni, per leggere i fumetti dei Peanuts.
Quella domenica, però, fu diversa.
Con la morte di Charles M. Schulz si chiudeva non solo una carriera straordinaria, ma un capitolo fondamentale della cultura popolare del Novecento.
Charles M. Schulz: dalle pagine dei fumetti all’eternità
Charles Monroe Schulz nasce il 26 novembre 1922 a Minneapolis, in Minnesota.
Due giorni dopo la nascita, uno zio gli affibbia il soprannome “Sparky”, ispirandosi al cavallo Spark Plug della striscia Barney Google.
Quel nomignolo lo accompagnerà per tutta la vita.
Figlio di un barbiere di origini tedesche e di una madre norvegese, cresce in una casa dove la lettura domenicale dei fumetti è un rito familiare.
Resta incantato da personaggi come Topolino e Braccio di Ferro, maturando presto la certezza che il suo destino sia “disegnare cose divertenti”.
Nel 1937 vede pubblicato sul quotidiano nazionale Ripley’s Believe It or Not! un suo disegno dedicato a Spike, il cane di famiglia.
Per un adolescente è un traguardo enorme.
Si iscrive poi a un corso per corrispondenza della Federal School of Applied Cartooning (oggi Art Instruction Schools), affinando uno stile che diventerà inconfondibile.
La guerra, il dolore, la maturazione artistica
Il 1943 segna una frattura profonda.
Nel giro di pochi giorni perde la madre, morta di cancro a soli cinquant’anni, e parte per il servizio militare a Camp Campbell, nel Kentucky.
L’esperienza della guerra lo segna nel profondo.
Quel senso di malinconia, fragilità e riflessione esistenziale entrerà silenziosamente nelle sue future vignette.
La nascita dei Peanuts
Rientrato nel 1945, vive sopra il negozio di barbiere del padre e lavora come insegnante alla Art Instruction.
Vende vignette al The Saturday Evening Post e pubblica per tre anni la serie Li’l Folks sullo St. Paul Pioneer Press.
È il laboratorio creativo di ciò che verrà.
Il 2 ottobre 1950 debutta ufficialmente Peanuts su sette giornali americani.
Schulz ha solo 27 anni.
Non può immaginare che quelle quattro vignette minimaliste diventeranno una delle strisce più amate di sempre.
Charlie Brown, Snoopy e la condizione umana

Il successo dei Peanuts nasce dalla profondità dei personaggi.
Charlie Brown incarna l’insicurezza universale.
Linus trova conforto nella sua coperta.
Lucy dispensa certezze assolute.
Schroeder vive per Beethoven.
Peppermint Patty oscilla tra talento sportivo e disastri scolastici.
E poi c’è Snoopy.
Negli anni ’60 evolve da semplice cane a personaggio autonomo, capace di camminare su due zampe, immaginarsi scrittore o asso dell’aviazione.
Quella trasformazione consente a Schulz di esplorare nuovi territori narrativi, tra ironia e sogno.
Nel 1967 esordisce, come spalla di Snoopy nelle strisce, il personaggio di Woodstock.
Un uccellino giallo di specie ignota.
Anche Woodstock, dal simbolico nome che evoca gli anni ’60, era destinato ad entrare nel mito dei Peanuts.
I Peanuts: un fenomeno globale
Nel dicembre 1999 Schulz annuncia il ritiro.
All’epoca Peanuts è pubblicata in oltre 2.600 giornali nel mondo e tradotta in più di 25 lingue.
Riceve Emmy Awards per gli speciali animati.
La NASA battezza missioni spaziali con i nomi dei suoi personaggi.
Un concerto alla Carnegie Hall celebra la sua opera.
Dopo la sua morte, nel 2002 a Santa Rosa in California, dove Schulz aveva trascorsorso gli ultimi anni, viene inaugurato il Charles M. Schulz Museum and Research Center.
Eppure, nonostante il successo planetario, Schulz resta sempre “Sparky”: riservato, metodico, fedele alla sua tavola da disegno.
L’ultimo saluto
La coincidenza tra la sua morte e la pubblicazione dell’ultima striscia originale conferisce alla sua storia un’aura quasi letteraria.
Come se avesse chiuso il sipario con perfetta coerenza narrativa.
Oggi la Peanuts Gang prosegue al sua vita tra libri, animazioni, merchandising e nuove generazioni di lettori.
Ma il cuore autentico resta nelle strisce disegnate quotidianamente da un uomo che ha saputo trasformare fragilità, ironia e malinconia in poesia grafica.
Che magnifico dono i Peanuts per tutti noi.
Grazie, Charles. Grazie, Sparky.
Laura Persico Pezzino



































































