corpo San Francesco

La prima ostensione pubblica del corpo di San Francesco

La prima ostensione pubblica del corpo di San Francesco

Il corpo di San Francesco d’Assisi visibile pubblicamente per la prima volta

Per la prima volta nella storia, il corpo di San Francesco d’Assisi sarà visibile pubblicamente e in modo prolungato ai fedeli.

L’ostensione si terrà dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, nella chiesa inferiore della Basilica di San Francesco d’Assisi, dove le spoglie verranno deposte ai piedi dell’altare papale, dopo essere state trasferite dalla cripta che custodisce la tomba del Poverello.

Un evento straordinario, collocato nell’abbraccio dell’ottavo centenario della morte del santo (1226-2026), segnato anche dall’indizione di uno speciale anno giubilare da parte di Papa Leone XIV.

Sono già oltre 300.000 le prenotazioni effettuate.

L’accesso sarà regolato da un sistema di prenotazione gratuita ma obbligatoria, predisposto per gestire l’afflusso dei pellegrini provenienti da tutto il mondo.

Il messaggio controcorrente di San Francesco

A spiegare il significato profondo dell’iniziativa è frate Marco Moroni, dal 2020 custode del Sacro Convento di Assisi.

«La sua piccolezza è un messaggio per tutti. Va controcorrente».

L’ostensione non è un gesto spettacolare, ma un invito alla riscoperta spirituale.

Francesco viene proposto come alter Christus, modello di vita donata, di amore radicale, di fraternità e riconciliazione.

Le sue spoglie, segnate dalla fatica e dalla malattia, parlano in silenzio.

Testimoniano una vita consumata per Dio e per i fratelli.

La ricognizione del 2015, preceduta da quelle del 1978 e del 1994, confermò la piccola statura fisica del santo.

Ma quella “piccolezza” è soprattutto simbolo della sua minorità, della sua scelta di farsi servo, del rifiuto di ogni privilegio.

Perché un’ostensione oggi?

In una società che tende a vivere la fede in modo disincarnato, l’ostensione richiama la centralità del corpo.

La fede cristiana non è astratta.

È esperienza che coinvolge carne e materia.

Nel corpo si scopre l’amore di Dio.

Nel corpo si vive l’amore per Dio e per gli altri.

Il riferimento evangelico scelto per accompagnare l’evento è tratto dal Vangelo di Vangelo secondo Giovanni (12,24):

«Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto».

Un passo che illumina la vita di Francesco e il senso della sua morte.

Un’esperienza di visita tra silenzio, arte e preghiera

L’ostensione si svolgerà nel tempo di Quaresima, periodo simbolicamente forte.

I pellegrini potranno scegliere tra:

  • un percorso personale e silenzioso;
  • visite guidate da un frate, con momento finale di preghiera e rinnovo delle promesse battesimali.

Ad accompagnare l’esperienza sarà lo straordinario patrimonio artistico della chiesa inferiore, che racconta Francesco come uomo pienamente realizzato nella povertà, nell’obbedienza e nella castità.

Valori controcorrente. Ma proprio per questo ancora attuali.

Centenari francescani e ricerca del senso

Negli ultimi anni Assisi ha vissuto una sequenza di anniversari significativi:

  • 2023: approvazione della Regola e Natale di Greccio
  • 2024: ottavo centenario delle stimmate
  • 2025: ottavo centenario del Cantico delle Creature
  • 2026: centenario della morte

Nel solo 2025 si stimano oltre tre milioni di visitatori.

Non è facile distinguere turisti e pellegrini.

Ma è evidente una crescita di persone che si confessano dopo molti anni.

Altri arrivano spinti dalla figura di Carlo Acutis e poi scoprono Francesco, o viceversa.

Molti non si definiscono credenti.

Eppure cercano il senso.

Cercano essenzialità.

Francesco e l’identità italiana

Nel 2026 la memoria liturgica di San Francesco tornerà a essere festa nazionale in Italia.

Il tema dell’identità, però, resta delicato.

La storia dimostra come Francesco sia stato spesso “tirato per il saio” da letture ideologiche.

Francesco è patrono d’Italia.

Ma il suo messaggio è universale.

È il più italiano dei santi.

E allo stesso tempo appartiene al mondo intero.

Nessuno può appropriarsene in modo esclusivo.

Un evento che interpella la coscienza contemporanea

L’ostensione del 2026 non è solo un fatto devozionale.

È una proposta spirituale forte.

È un invito a riflettere su cosa significhi una vita riuscita.

In una cultura che esalta l’autorealizzazione individuale, Francesco propone la logica opposta:

la felicità nasce dal dono.

La pienezza scaturisce dalla perdita.

La vita fiorisce quando si consuma per amore.

Dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, ad Assisi, quel corpo fragile e piccolo diventerà segno visibile di un messaggio ancora capace di interrogare il nostro tempo.

Laura Persico Pezzino

Elata Afrormosia TGF24

 

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