19 febbraio 2012. Muore Renato Dulbecco.

Renato Dulbecco, il Nobel che rivoluziona l’oncologia
Le origini e la formazione a Torino
Il 19 febbraio 2012 muore Renato Dulbecco, medico e biologo che segna una svolta decisiva nella ricerca sul cancro.
Nasce a Catanzaro il 22 febbraio 1914, ma cresce a Porto Maurizio, oggi Imperia, dove la famiglia si trasferisce dopo la Prima Guerra Mondiale.
Al Liceo De Amicis mostra una precoce inclinazione per le scienze e costruisce strumenti per l’Osservatorio Meteorologico e Sismico della città.
Nel 1930, a soli 16 anni, si iscrive alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Torino.
Studia sotto la guida del professor Giuseppe Levi e condivide l’aula con Rita Levi-Montalcini e Salvador Luria, destinati come lui al Premio Nobel.
Si laurea nel 1936 e avvia la carriera accademica.
La Seconda Guerra Mondiale interrompe il suo percorso.
Viene arruolato come ufficiale medico e inviato sul fronte russo.
Dopo l’armistizio del 1943 partecipa alla Resistenza e prende parte al Comitato di Liberazione Nazionale di Torino.
La carriera scientifica negli Stati Uniti
Nel 1947 si trasferisce negli Stati Uniti su invito di Salvador Luria.
Lavora all’Università dell’Indiana e poi al California Institute of Technology.
Qui concentra le ricerche sui virus che infettano le cellule animali e sviluppa metodi innovativi per studiarne il comportamento.
Le sue tecniche permettono di osservare con precisione l’interazione tra virus e cellule ospiti, aprendo nuove prospettive nella virologia moderna.
La scoperta del legame tra virus e tumori
Negli anni Sessanta Renato Dulbecco orienta gli studi sui virus oncogeni.
Dimostra che alcuni virus alterano il DNA delle cellule infettate, trasformandole in cellule tumorali.
Nel 1968, al Salk Institute di La Jolla, prova che il DNA virale si integra nel genoma della cellula ospite.
Questa integrazione provoca mutazioni genetiche responsabili della crescita incontrollata tipica del cancro.
La scoperta cambia radicalmente l’approccio alla ricerca oncologica e pone le basi dell’oncologia molecolare.
Il Premio Nobel e il Progetto Genoma Umano
Nel 1975 Renato Dulbecco riceve il Premio Nobel per la Medicina insieme a Howard Temin e David Baltimore.
Il riconoscimento premia le ricerche sull’interazione tra virus tumorali e materiale genetico cellulare.
Negli anni successivi sostiene con forza la mappatura completa del DNA umano.
Propone il Progetto Genoma Umano come strumento fondamentale per comprendere le basi genetiche del cancro e di molte altre malattie.
Gli ultimi anni e la morte
Negli anni Novanta torna in Italia e dirige l’Istituto Superiore di Sanità, contribuendo allo sviluppo della ricerca biomedica nazionale.
Muore il 19 febbraio 2012 nella sua casa di La Jolla, tre giorni prima di compiere 98 anni.
La comunità scientifica lo ricorda come uno dei protagonisti della biologia molecolare del Novecento.
Renato Dulbecco lascia un’eredità che continua a guidare la lotta contro il cancro e a orientare lo studio del DNA umano.



































































