21 febbraio 1852. Muore Nicolaj Gogol.

Nicolaj Gogol, maestro del realismo grottesco russo
Il 21 febbraio 1852 muore a Mosca Nicolaj Gogol, uno degli autori più originali della letteratura russa dell’Ottocento.
Nicolaj Gogol nasce il 31 marzo 1809 a Sorocincy, nell’allora Impero russo, oggi territorio ucraino.
Cresce in una famiglia della piccola nobiltà rurale e riceve un’educazione attenta alla cultura e al teatro.
Il padre scrive commedie in lingua ucraina e alimenta in lui il gusto per la narrazione e la satira.
Dopo gli studi al ginnasio di Nežin, si trasferisce a San Pietroburgo con l’ambizione di affermarsi come scrittore.
I primi tentativi non ottengono successo, ma nel 1831 pubblica le Veglie alla fattoria presso Dikan’ka, una raccolta di racconti che conquista pubblico e critica.
Il mondo contadino ucraino prende vita attraverso ironia, superstizione e realismo visionario.
Le opere di Nicolaj Gogol tra satira e denuncia sociale
Nicolaj Gogol diventa presto una voce centrale della narrativa russa.
Nel 1836 porta in scena L’ispettore generale, una commedia corrosiva che denuncia la corruzione burocratica dell’Impero.
L’opera suscita scandalo e ammirazione, imponendolo come autore capace di usare il riso come strumento critico.
Nel 1842 pubblica Le anime morte, il suo romanzo più ambizioso.
Attraverso il protagonista Čičikov, Nicolaj Gogol costruisce un viaggio nell’anima della Russia provinciale, tra avidità, miseria morale e illusioni.
Nello stesso periodo scrive racconti destinati a diventare classici, come Il cappotto e Il naso, testi che influenzano profondamente scrittori come Dostoevskij.
La sua scrittura unisce realismo e deformazione grottesca.
I personaggi appaiono ridicoli e tragici allo stesso tempo.
La satira si intreccia con una tensione spirituale sempre più evidente negli ultimi anni.
Gli ultimi anni, la crisi religiosa e la morte
Negli anni Quaranta Nicolaj Gogol vive una fase di intensa inquietudine religiosa.
Si allontana progressivamente dalla satira e si avvicina a una visione morale rigorosa della letteratura.
Nel 1848 compie un pellegrinaggio in Terra Santa.
La crisi interiore si accentua.
Nel 1852, in preda a un profondo tormento, brucia il manoscritto della seconda parte de Le anime morte.
Pochi giorni dopo smette quasi del tutto di alimentarsi.
Il 21 febbraio 1852 Nicolaj Gogol muore a Mosca, probabilmente per le conseguenze del digiuno e delle sue condizioni fisiche ormai compromesse.
Viene sepolto nel monastero Danilov e, in seguito, le sue spoglie vengono trasferite nel cimitero di Novodevičij.
Con la sua morte si chiude una stagione decisiva per la letteratura russa.
Nicolaj Gogol lascia un’eredità che continua a influenzare narrativa, teatro e critica sociale ancora oggi.



































































