Matrimonio in ospedale prima della morte

Riccardo sposa Roberta, in ospedale, poco prima di morire
Il matrimonio viene celebrato in ospedale poco prima di della morte dello sposo.
Riccardo ha sposato Roberta in una stanza dell’ospedale di Schiavonia, in provincia di Padova. E pochi giorni dopo, si è spento a 57 anni.
“Amor omnia vincit”.
Con queste parole i medici dell’ospedale di Schiavonia hanno accompagnato una fotografia destinata a toccare il cuore di migliaia di persone.
Nello scatto si vedono due anelli intrecciati con pazienza, realizzati all’uncinetto.
Non oro, non argento.
Solo filo, mani tremanti e un amore più forte del tempo.
La malattia e il desiderio di dire sì
La malattia, scoperta poco prima di Natale, ha corso veloce.
Non ha concesso spazio ai preparativi, né ai sogni organizzati nei dettagli.
Ha lasciato solo l’essenziale.
E per Riccardo l’essenziale era sposare Roberta.
Voleva che diventasse sua moglie.
Voleva pronunciare quel “sì” che aveva immaginato tante volte.
Non c’era tempo per ordinare le fedi.
Così la madre di Roberto, Ivana maestra in pensione, ha preso l’uncinetto e in poche ore ha creato due anelli intrecciati con amore e dolore.
Un gesto semplice, ma carico di significato.
Un ultimo dono per un figlio che la malattia stava strappando alla vita.
La trama delle fedi racconta il tempo che mancava.
Racconta la forza di un legame che non ha bisogno di metalli preziosi per diventare eterno.
Il volo come metafora di libertà
Riccardo era molto conosciuto nella sua comunità.
Istruttore di parapendio, viveva il volo come una vocazione.
Non considerava il parapendio solo uno sport.
Lo vedeva come un modo per ritrovare equilibrio, serenità, senso di libertà.
Sui social decine di amici e allievi hanno condiviso messaggi di cordoglio.
Lo ricordano come un uomo autentico, capace di trasmettere fiducia e coraggio.
Insegnava a non avere paura dell’altezza, e soprattutto, a non avere paura dei sogni.
Accanto alla passione per il volo coltivava un impegno nel volontariato.
Si dedicava all’ippoterapia e alle attività con persone con disabilità.
Credeva che la libertà dovesse essere accessibile a tutti.
Professionalmente aveva lavorato nell’azienda di famiglia a Este, specializzata nella vendita di materiale elettrico.
In seguito aveva proseguito come libero professionista, con competenza e disponibilità.
Con Roberta viveva proprio a Este, in una quotidianità costruita su affetto e condivisione.
“Amor omnia vincit”
Ora la comunità si stringe attorno alla madre Ivana e a Roberta.
Dopo la morte di Riccardo i messaggi di affetto si sono moltiplicati.
Amici, conoscenti e allievi lo ricordano come un uomo capace di lasciare tracce profonde.
Riccardo ha realizzato uno dei suoi sogni pochi giorni prima di morire.
Ha sposato la donna che amava.
Ha trasformato una stanza d’ospedale in un luogo di promessa e speranza.
E ha dimostrato, fino all’ultimo respiro, che l’amore vince davvero su tutto.
LPP



































































