2 giugno 1946-2026: c’è ancora domani?

2 giugno 1946. La nascita della Repubblica e il primo voto delle donne
Oggi 2 giugno 2026 l’Italia celebra i suoi 80 anni di Repubblica.
«C’è ancora domani?»
Si, se c’è ancora domani, per tutti noi, è perché ottanta anni fa, donne e uomini italiani hanno scelto. Con il voto libero.
Era il 1946 quando, con un referendum istituzionale, gli italiani vennero chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica.
Fu un momento epocale per due motivi: per la fine della monarchia dopo 85 anni di regno e perché, per la prima volta nella storia, votarono anche le donne.
L’affluenza fu altissima: l’89% degli aventi diritto si recò alle urne. Vinse la Repubblica con il 54,3% dei voti, contro il 45,7% della monarchia.
I risultati vennero resi noti il 10 giugno, ma la proclamazione ufficiale avvenne il 18 giugno.
Quel giorno, la Corte di Cassazione sancì la nascita della Repubblica Italiana.
In contemporanea si tennero anche le elezioni dell’Assemblea Costituente, incaricata di scrivere la Costituzione.
2 giugno 1946, le donne al voto
Il suffragio universale trasformò il volto della nazione. Le donne si presentarono alle urne in massa, con percentuali pari o superiori agli uomini, soprattutto nel Sud e nelle isole.
Vennero elette 21 donne all’Assemblea Costituente: 9 comuniste, 9 democristiane, 2 socialiste e una del Fronte dell’Uomo Qualunque. Molte erano laureate, lavoratrici, insegnanti, intellettuali, provenienti da tutte le regioni d’Italia.
Le “madri costituenti” furono determinanti per l’avvio delle riforme che nei decenni successivi avrebbero riguardato i diritti delle donne.
Le celebrazioni del 2 giugno nella storia
Il Presidente della Repubblica presenzia alle cerimonie dedicate alla “festa della Repubblica”.
La prima parata ai Fori Imperiali a Roma si tenne nel 1948. Nel 1961 la festa fu eccezionalmente celebrata Torino, prima capitale d’Italia e in quell’anno sede dell’Expo. Nel 1977, a causa della crisi economica, la festa fu temporaneamente spostata alla prima domenica di giugno. Dal 2001, grazie al Presidente Carlo Azeglio Ciampi, il 2 giugno è tornato giorno festivo nazionale.
Oggi più che mai: i valori della Costituzione sotto assedio
I venti di guerra e il genocidio in atto contro il popolo palestinese da parte del governo israeliano ci interroga sul senso dell’umanità, della giustizia e dei diritti universali.
Vicende di cronaca italiana si susseguono in un campionario di indicibile nefandezze e ci mostrano una società italiana sul baratro della
Di fronte a simili tragedie, la nostra Costituzione – nata dalla Resistenza e scritta con la memoria viva della guerra e del fascismo – è un patto morale e civile da difendere ogni giorno.
2 giugno: un impegno rinnovato per gli italiani
Oggi. Sono trascorsi esattamente ottanta anni da quel suffragio universale che segnò la nascita della Repubblica italiana. Nelle urne i cittadini dissero addio alla monarchia, anche con il contributo delle donne, chiamate al voto per la prima volta nel nostro Paese. Un passaggio storico per l’emancipazione femminile.
Ma ottanta anni dopo, per arrivare a una vera parità di genere, il cammino è ancora lungo.
Adesso è il tempo in cui per tutti – donne, uomini, istituzioni – ci sia una vera assunzione di responsabilità nel contrastare ogni forma di violenza, discriminazione e indifferenza.
Serve una coscienza collettiva che riporti l’Italia a essere uno Stato etico e giusto, dove la democrazia è pratica quotidiana. Non cerimonia simbolica.
Laura Persico Pezzino











































