5 giugno 2004. Muore Ronald Reagan

Ronald Reagan, dal grande schermo alla Casa Bianca
Un protagonista nato sotto i riflettori
Ronald Reagan nasce il 6 febbraio 1911 a Tampico, nello stato dell’Illinois, negli Stati Uniti.
La sua storia sembra iniziare lontano dai palazzi del potere e molto più vicina ai sogni di Hollywood.
Dopo gli studi lavora come cronista sportivo radiofonico, affinando quella capacità comunicativa che in seguito diventa una delle sue qualità più celebri.
Il cinema lo conquista presto.
Negli anni Trenta si trasferisce a Hollywood e costruisce una carriera solida come attore.
Partecipa a decine di produzioni cinematografiche e diventa un volto familiare per il pubblico americano.
La sua presenza sullo schermo, il sorriso rassicurante e il modo diretto di parlare gli regalano popolarità e credibilità.
Con il passare degli anni, però, Ronald Reagan sviluppa un interesse sempre maggiore per la vita pubblica.
L’esperienza maturata nel sindacato degli attori e il confronto con i grandi temi sociali lo avvicinano progressivamente alla politica.
La strada verso la presidenza degli Stati Uniti
Negli anni Sessanta entra nel Partito Repubblicano e si impone rapidamente come una delle figure emergenti del conservatorismo americano.
Nel 1967 diventa governatore della California.
Durante i suoi due mandati costruisce l’immagine di leader pragmatico e determinato.
La svolta definitiva arriva nel 1980, quando vince le elezioni presidenziali e si insedia alla Casa Bianca nel gennaio dell’anno successivo.
Ronald Reagan guida gli Stati Uniti in una fase delicata della storia contemporanea.
Affronta una forte crisi economica, promuove politiche di riduzione fiscale e sostiene una linea ferma nei confronti dell’Unione Sovietica.
Nel marzo 1981 sopravvive a un attentato che rischia di interrompere tragicamente il suo mandato.
L’episodio rafforza ulteriormente la sua immagine pubblica.
La sua capacità di comunicare con i cittadini gli vale il soprannome di “Grande Comunicatore”.
Tra i momenti più celebri della sua presidenza resta il discorso pronunciato a Berlino nel 1987, quando invita il leader sovietico Mikhail Gorbaciov ad abbattere il Muro di Berlino con la frase destinata a entrare nella storia: “Mr. Gorbachev, tear down this wall!”.
L’addio a Ronald Reagan e il luogo del riposo
Negli ultimi anni della sua vita Ronald Reagan affronta la malattia di Alzheimer, resa pubblica nel 1994 con una lettera che commuove milioni di persone.
Muore il 5 giugno 2004 nella sua abitazione di Bel-Air, a Los Angeles, all’età di 93 anni.
Gli Stati Uniti gli rendono omaggio con solenni funerali di Stato che attirano leader provenienti da tutto il mondo.
Dopo le cerimonie ufficiali viene sepolto presso la Ronald Reagan Presidential Library di Simi Valley, in California.
Sulla sua tomba compare una frase che riassume la sua visione della vita e dell’umanità: “I know in my heart that man is good, that what is right will always eventually triumph, and there is purpose and worth to each and every life”.
Un’eredità che continua a far discutere
Ronald Reagan rimane una delle figure più influenti e dibattute del Novecento.
Per molti rappresenta il simbolo di un’America fiduciosa nelle proprie possibilità e proiettata verso il futuro.
Per altri resta un leader controverso, le cui scelte continuano a suscitare confronto e riflessione.
A oltre vent’anni dalla sua scomparsa, il nome di Ronald Reagan continua comunque a occupare un posto centrale nella storia politica mondiale.
Il suo percorso, iniziato davanti alle telecamere e culminato alla guida della più grande potenza occidentale, resta uno dei più sorprendenti della storia contemporanea.











































