25 luglio 2018. Muore Sergio Marchionne.

Il manager che guida Fiat verso la nascita di FCA
La formazione e l’inizio della carriera
Il 25 luglio 2018 muore Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat e poi di Fiat Chrysler Automobiles (FCA), tra i protagonisti della trasformazione dell’industria automobilistica del XXI secolo.
Nato a Chieti il 17 giugno 1952, si trasferisce con la famiglia in Canada nel 1966, quando ha quattordici anni.
Il padre è un carabiniere, mentre la madre è di origine dalmata.
In Canada completa il proprio percorso di studi conseguendo una laurea in filosofia, una in commercio e una in giurisprudenza, oltre all’abilitazione come commercialista e revisore dei conti. Successivamente ricopre incarichi dirigenziali in diverse aziende canadesi e svizzere, maturando un’importante esperienza nel settore finanziario e industriale.
Parla italiano, inglese e francese ed è noto anche per il suo abbigliamento informale.
Il maglione scuro sostituisce abitualmente giacca e cravatta anche durante incontri istituzionali e appuntamenti con investitori, diventando uno degli elementi più riconoscibili della sua immagine pubblica.
Dalla riorganizzazione di Fiat alla nascita di FCA
Nel 2004 Sergio Marchionne assume la carica di amministratore delegato della Fiat in una fase di forte difficoltà economica per il gruppo.
Nei primi anni avvia una profonda riorganizzazione aziendale e contribuisce al ritorno all’utile della società.
Nel 2009 guida l’acquisizione di Chrysler, nell’ambito della procedura di ristrutturazione del costruttore statunitense durante la crisi finanziaria internazionale.
L’integrazione tra le due aziende porta, nel 2014, alla nascita di Fiat Chrysler Automobiles (FCA), gruppo automobilistico con sede legale nei Paesi Bassi e quotato alla Borsa di New York e a quella di Milano.
Sotto la sua guida il marchio Jeep registra una forte crescita delle vendite a livello internazionale, mentre FCA consolida la propria presenza nei principali mercati mondiali.
Il gruppo riunisce marchi come Fiat, Alfa Romeo, Maserati, Jeep, Ram, Dodge e Chrysler.
Le scelte manageriali e il dibattito sul suo operato
Le decisioni di Sergio Marchionne suscitano spesso un ampio dibattito, soprattutto nei rapporti con le organizzazioni sindacali e nella gestione degli stabilimenti italiani.
Le sue strategie industriali ricevono consenso in alcuni ambienti economici e critiche da parte di altri osservatori.
Nel corso della carriera ricopre anche l’incarico di presidente della Ferrari e di amministratore delegato della Ferrari fino al 2018, oltre a guidare CNH Industrial.
La sua attività si sviluppa tra Europa e Stati Uniti, contribuendo alla crescita internazionale dei gruppi che amministra.
Nel 2015 riceve il riconoscimento di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Nel corso degli anni interviene frequentemente sui temi dell’industria automobilistica, dell’innovazione tecnologica e delle alleanze tra costruttori, argomenti al centro del dibattito economico internazionale.
Il ricovero, la morte e i funerali
Nel giugno 2018 Sergio Marchionne viene sottoposto a un intervento chirurgico presso una clinica di Zurigo. Le complicazioni successive determinano un rapido peggioramento delle sue condizioni di salute.
Il 21 luglio 2018 il consiglio di amministrazione di FCA comunica la nomina di Mike Manley come nuovo amministratore delegato del gruppo e di John Elkann come presidente della Ferrari.
Sergio Marchionne muore il 25 luglio 2018 all’età di 66 anni presso l’Universitätsspital di Zurigo. La notizia suscita numerosi messaggi di cordoglio in Italia e all’estero da parte di rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e dell’industria automobilistica.
I funerali si svolgono in forma privata, nel rispetto della volontà della famiglia.
La sua esperienza alla guida di Fiat e la successiva nascita di Fiat Chrysler Automobiles rappresentano uno dei passaggi più significativi nella storia recente dell’industria automobilistica italiana e internazionale.






































