Il ricordo di Anna Marchesini a dieci anni dalla morte

Il ricordo dell’attrice che rivoluzionò la comicità italiana con il Trio
Sono trascorsi dieci anni dalla scomparsa di Anna Marchesini, una delle interpreti più originali e amate dello spettacolo italiano. L’attrice morì il 30 luglio 2016 a Orvieto, la città umbra dove era nata il 19 novembre 1953. Aveva 62 anni e da tempo affrontava una grave forma di artrite reumatoide.
La malattia limitò progressivamente i suoi movimenti, ma non riuscì a spegnere la sua energia creativa. Continuò a recitare finché le forze glielo permisero. Negli ultimi anni si dedicò inoltre alla scrittura, trasformando sensibilità, memoria e osservazione della realtà in racconti e romanzi.
Dall’Accademia al teatro classico
Dopo la laurea in Psicologia, Anna Marchesini frequentò l’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico di Roma. La sua preparazione comprendeva teatro classico, recitazione e studio della voce. Alla fine degli anni Settanta entrò nella compagnia del Piccolo Teatro di Milano e partecipò a diverse produzioni teatrali.
In quegli anni lavorò anche come doppiatrice. Proprio durante una sessione di doppiaggio incontrò Massimo Lopez. Da quell’incontro, insieme a Tullio Solenghi, nacque uno dei sodalizi artistici più importanti della televisione italiana.
La nascita del Trio con Lopez e Solenghi
Nel 1982 Anna Marchesini, Massimo Lopez e Tullio Solenghi formarono il celebre Trio. I tre debuttarono alla radio nel programma “Helzapoppin”, conquistando rapidamente il pubblico grazie a un linguaggio comico brillante, moderno e imprevedibile.
Il successo radiofonico aprì loro le porte della televisione. La partecipazione al varietà “Tastomatto” permise al gruppo di presentare parodie di telegiornali, pubblicità e personaggi della società italiana. Marchesini si distinse subito per la straordinaria capacità di cambiare voce, postura ed espressione.
I suoi personaggi univano precisione tecnica, ironia e una profonda osservazione dei comportamenti umani. Dietro ogni smorfia e ogni battuta emergeva un lavoro accurato sulla lingua, sui gesti e sulle debolezze quotidiane.
Il successo al Festival di Sanremo
La crescente popolarità portò il Trio sul palco del Festival di Sanremo nelle edizioni del 1986, 1987 e 1989. Le loro incursioni comiche conquistarono milioni di telespettatori e confermarono la capacità del gruppo di costruire una satira accessibile, elegante e mai banale.
Marchesini, Lopez e Solenghi riuscivano a unire comicità popolare e formazione teatrale. Il loro stile raggiungeva pubblici diversi senza rinunciare alla qualità della scrittura e dell’interpretazione.
“I promessi sposi”, una parodia entrata nella storia
Nel 1990 il Trio realizzò la parodia televisiva de “I promessi sposi”, liberamente ispirata al romanzo di Alessandro Manzoni. Lo sceneggiato comico divenne uno degli appuntamenti televisivi più seguiti e ricordati dell’epoca.
Anna Marchesini interpretò numerosi personaggi, mostrando una versatilità fuori dal comune. Le sue trasformazioni, sostenute da costumi, accenti e tempi comici perfetti, contribuirono al successo di una produzione ancora oggi riproposta e condivisa.
La parodia non si limitava a riscrivere in chiave comica il capolavoro manzoniano. Il Trio utilizzava la storia di Renzo e Lucia per raccontare la televisione, la politica e le abitudini dell’Italia di quegli anni.
La separazione del Trio e la carriera individuale
Nel 1994 i tre artisti interruppero la collaborazione continuativa, senza annunciare una vera conclusione del progetto. Anna Marchesini scelse inizialmente di dedicare più tempo alla vita privata e alla maternità. In seguito tornò sul palcoscenico, prima insieme a Solenghi e poi come protagonista di spettacoli personali.
La sua carriera teatrale confermò una preparazione che andava ben oltre la comicità televisiva. Anna Marchesini affrontò testi complessi, monologhi e personaggi differenti, mantenendo sempre un rapporto diretto e intenso con il pubblico.
La malattia e il ritorno sulle scene
L’artrite reumatoide iniziò a manifestarsi negli anni Novanta e si aggravò nel decennio successivo. Nel 2006 una fase particolarmente aggressiva della malattia la costrinse a interrompere alcuni impegni teatrali.
Nonostante le difficoltà, nel 2008 tornò in televisione con Lopez e Solenghi per celebrare i 25 anni dalla nascita del Trio. Nello stesso periodo affrontò anche “Giorni felici” di Samuel Beckett, dimostrando ancora una volta determinazione e coraggio.
Marchesini non nascose le conseguenze della malattia. Ne parlò pubblicamente con lucidità, senza cercare compassione e senza rinunciare alla propria ironia.
Gli ultimi anni tra televisione, teatro e scrittura
Negli ultimi anni Anna Marchesini trovò nella letteratura un nuovo spazio espressivo. Pubblicò opere come “Il terrazzino dei gerani timidi”, “Di mercoledì” e “Moscerine”, portando sulla pagina la stessa attenzione per i dettagli che caratterizzava i suoi personaggi.
Tra il 2012 e il 2014 partecipò più volte a “Che tempo che fa”, il programma condotto da Fabio Fazio. Durante quelle interviste presentò i suoi libri, raccontò il ritorno a teatro e parlò apertamente della malattia.
Anche nei momenti più difficili conservò un sorriso capace di disarmare il pubblico. Non trasformò mai la sofferenza in spettacolo, ma la affrontò con intelligenza, dignità e una sorprendente leggerezza.
Il ricordo di Anna Marchesini a dieci anni dalla morte
A dieci anni dalla scomparsa, il ricordo di Anna Marchesini viene ricordata sui social. Le scene del Trio suscitano ancora risate, ma lasciano anche spazio alla nostalgia per una stagione irripetibile della televisione italiana.
Dieci anni dopo quel 30 luglio 2016, Anna Marchesini riesce ancora a ottenere ciò che cercò per tutta la sua carriera: sorprendere, emozionare e, soprattutto, far ridere.
LPP






































