Morto Fulvio Lucisano, il produttore che scoprì Troisi

18 Agosto 2026 - 12:17--Lutto-
Morto Fulvio Lucisano, il produttore che scoprì Troisi

Addio a Fulvio Lucisano, protagonista del cinema italiano

È morto a 98 anni Fulvio Lucisano, uno dei produttori più importanti e longevi della storia del cinema italiano.

La notizia della scomparsa è stata annunciata dalla figlia Paola con un affettuoso messaggio dedicato al padre.

Con oltre settant’anni di attività, Lucisano ha attraversato epoche, generi e profonde trasformazioni dell’industria cinematografica nazionale.

Nato a Roma il 1° agosto 1928, mostrò fin da giovane una forte passione per il grande schermo.

Durante gli studi universitari iniziò a frequentare gli ambienti cinematografici, comprendendo presto quale sarebbe stata la sua strada professionale.

Conseguì la laurea in Giurisprudenza all’Università La Sapienza, ma scelse di dedicare la propria vita al cinema.

Alla fine degli anni Quaranta entrò all’Istituto Luce e si avvicinò alla produzione documentaristica.

Nel 1949 partecipò alla realizzazione di “Anno Santo”, documentario dedicato al Giubileo del 1950.

Quell’esperienza segnò l’inizio di un percorso intenso, costruito attraverso circa trecento documentari realizzati autonomamente o per la Documento Film.

Il passaggio al lungometraggio avvenne nel 1955 con “I quattro del getto tonante”.

Tre anni dopo fondò la Italian International Film, conosciuta anche con la sigla IIF.

La società diventò una delle realtà più solide e longeve della produzione e distribuzione cinematografica italiana.

Fulvio Lucisano seppe coniugare intuito artistico, capacità imprenditoriale e attenzione verso i gusti del pubblico.

Nel corso della sua carriera produsse oltre centotrenta film e partecipò alla distribuzione di centinaia di opere.

Il catalogo complessivo legato alle sue attività superò i seicento titoli tra produzioni e distribuzioni.

I grandi film prodotti da Fulvio Lucisano

La sua filmografia racconta una parte fondamentale del costume, della società e dell’evoluzione culturale dell’Italia.

Tra i titoli più conosciuti figura “Tre tigri contro tre tigri”, commedia del 1977 interpretata da Renato Pozzetto ed Enrico Montesano.

Nel 1979 arrivò “Aragosta a colazione”, seguito da numerosi successi capaci di conquistare il pubblico.

Un momento decisivo giunse nel 1981 con “Ricomincio da tre”, esordio cinematografico di Massimo Troisi come regista.

Lucisano aveva scoperto Troisi a teatro e aveva subito riconosciuto la forza della sua comicità.

Molti gli sconsigliarono di investire nel progetto, soprattutto per il linguaggio e per lo stile innovativo dell’artista napoletano.

Il produttore decise invece di fidarsi del proprio intuito.

“Ricomincio da tre” ottenne un successo straordinario e diventò uno dei film più amati della commedia italiana.

La pellicola conquistò anche importanti riconoscimenti ai David di Donatello, confermando il talento di Troisi e la lungimiranza di Lucisano.

Negli anni successivi produsse opere diventate simboli di differenti stagioni del cinema nazionale.

Tra queste figurano “Il ras del quartiere”, “Il tassinaro”, “Un ragazzo di Calabria” e “Il grande cocomero”.

Alla sua attività sono legati anche “Fantozzi – Il ritorno”, “Notte prima degli esami” e “Non ci resta che il crimine”.

Tra i lavori più recenti compare “Tramite amicizia”, uscito nel 2023 con Alessandro Siani.

Dalla produzione cinematografica alla televisione

Fulvio Lucisano non rimase mai legato a una sola formula produttiva.

Seppe osservare i cambiamenti del mercato e adattare le proprie attività alle nuove abitudini del pubblico.

Dal 2004 la Italian International Film estese il proprio impegno anche alle produzioni televisive.

La società contribuì alla realizzazione di serie e programmi di successo, tra cui “Mina Settembre” e “Liberi tutti”.

Lucisano partecipò inoltre allo sviluppo di una rete di cinema multisala nella Capitale insieme ad Aurelio De Laurentiis.

La sua attività contribuì quindi sia alla creazione dei contenuti sia alla loro diffusione nelle sale.

Dal 1998 al 2001 ricoprì la carica di presidente dell’Anica.

In questo ruolo rappresentò l’industria cinematografica italiana durante una fase di importanti trasformazioni tecnologiche e produttive.

I riconoscimenti alla carriera

Il lavoro di Fulvio Lucisano ricevette numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali.

Nel suo palmarès figurano cinque David di Donatello, quattro Nastri d’Argento e due candidature agli Oscar.

Tra i premi più significativi compare il David assegnato per “Il grande cocomero” di Francesca Archibugi.

Nel 2009 ricevette il David Speciale alla carriera per celebrare cinquant’anni dedicati alla produzione cinematografica.

Nell’ottobre 2007 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli conferì il titolo di Cavaliere del Lavoro.

Il riconoscimento premiò la sua capacità di trasformare il cinema in cultura, industria e patrimonio collettivo.

L’eredità di Fulvio Lucisano

Fulvio Lucisano lascia un’eredità artistica e imprenditoriale difficilmente eguagliabile.

Le figlie Federica e Paola hanno raccolto il suo patrimonio professionale, proseguendo il lavoro della famiglia nel settore audiovisivo.

Federica Lucisano ricopre il ruolo di amministratrice delegata, mentre Paola Lucisano è presidente della Italian International Film.

Attraverso Lucisano Media Group, la famiglia continua a sviluppare produzioni cinematografiche e televisive destinate al pubblico italiano.

La scomparsa di Fulvio Lucisano chiude una delle pagine più lunghe e prestigiose della produzione cinematografica nazionale.

Il suo nome resta legato a film capaci di raccontare l’Italia con ironia, sensibilità e attenzione verso i cambiamenti sociali.

Lucisano seppe riconoscere nuovi talenti, sostenere progetti coraggiosi e accompagnare il cinema italiano per oltre settant’anni.

La sua storia professionale continuerà a vivere attraverso le opere che ha prodotto e gli artisti ai quali ha offerto un’importante opportunità.

Giesse

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