Firenze: scambio di salme all’obitorio, cremato il defunto sbagliato

7 Settembre 2026 - 20:10--Cronaca, Primo piano-
Firenze: scambio di salme all’obitorio, cremato il defunto sbagliato

87enne cremato per errore e funerale annullato: la famiglia chiede chiarezza e giustizia

Doveva essere il momento dell’ultimo saluto a L.B., 87 anni, ma una telefonata arrivata pochi minuti prima dell’inizio delle esequie ha trasformato il dolore della famiglia in incredulità e rabbia.
Parenti, amici e conoscenti avevano già raggiunto la chiesa di San Francesco e Santa Chiara a Montughi, a Firenze, dove alle 11 era prevista la celebrazione del funerale.
Dieci minuti prima della cerimonia, il figlio ha ricevuto una comunicazione urgente.
Gli è stato chiesto di raggiungere gli uffici della Fratellanza Militare in piazza Santa Maria Novella.
Pensava a un problema organizzativo.
La realtà che gli è stata comunicata era molto più grave: la salma del padre era stata scambiata con quella di una donna e cremata per errore il giorno precedente.
Il funerale è stato quindi annullato.
Per la famiglia è iniziata una difficile ricostruzione di quanto sarebbe accaduto durante la gestione delle salme.

Lo scambio nell’obitorio e la cremazione sbagliata

Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, all’interno dell’obitorio di Careggi si trovavano due salme destinate a percorsi funebri differenti.
L.B. avrebbe dovuto essere trasferito per la celebrazione delle esequie.
La donna coinvolta nello scambio aveva invece una destinazione diversa, che prevedeva la cremazione.
Per ragioni che dovranno essere chiarite dalle verifiche in corso, il feretro dell’87enne sarebbe entrato nel percorso destinato alla donna.
L’uomo è stato così cremato al posto dell’altra persona.
La famiglia sostiene che nessuno avrebbe individuato l’errore durante i diversi passaggi che hanno preceduto la cremazione.
La scoperta sarebbe avvenuta soltanto quando gli addetti dell’impresa funebre incaricata del funerale di L.B. si sono presentati per prelevare il feretro.
A quel punto la salma dell’uomo non risultava più disponibile.

Il figlio: “Non ho potuto salutare mio padre”

La conseguenza più dolorosa riguarda soprattutto il rapporto della famiglia con il proprio caro.
Bernardo, il figlio dell’uomo cremato per errore, ha spiegato di non aver avuto la possibilità di rivedere il padre un’ultima volta, salutarlo e accompagnarlo durante il funerale organizzato in sua memoria.
Una possibilità che nessun successivo risarcimento potrà restituire.
L’urna contenente le ceneri dell’87enne sarebbe stata custodita nel Tempio Crematorio di Trespiano.
Secondo quanto riferito dalla famiglia, sull’urna comparirebbe ancora il nome della donna coinvolta nello scambio.
La salma della donna, invece, risulterebbe ancora in attesa della cremazione.
Bernardo ha espresso vicinanza anche ai suoi familiari, coinvolti loro malgrado in una vicenda che ha provocato sofferenza a due famiglie.

Il Comune avvia un’indagine interna

Il caso ha spinto il Comune di Firenze ad avviare verifiche per ricostruire ogni fase della procedura.
L’assessore ai Servizi cimiteriali Dario Danti ha annunciato un’indagine interna destinata ad accertare le responsabilità e individuare eventuali falle nei controlli.
Secondo i primi accertamenti, sarebbe stato individuato anche un dipendente comunale che avrebbe avuto un ruolo nella vicenda.
Il lavoratore verrà allontanato dall’obitorio e trasferito ad altro incarico.
L’amministrazione comunale dovrà ora stabilire con precisione quali procedure non abbiano funzionato e perché i controlli previsti non abbiano impedito lo scambio.
Durante il dibattito in Consiglio comunale, Danti ha riconosciuto la gravità dell’accaduto e ha sottolineato la necessità di verificare sia l’operato dell’impresa funebre sia quello dei soggetti incaricati dei controlli.

La famiglia valuta azioni civili e penali

La famiglia di L.B. ha deciso di affidarsi all’avvocato Alfonso De Lauri.
Il legale dovrà verificare l’intera documentazione e stabilire se esistano i presupposti per procedere sia sul piano civile sia su quello penale.
L’avvocato ha già preso contatto con gli uffici comunali e con l’impresa funebre coinvolta per ricostruire quanto accaduto.
Il punto centrale riguarda l’individuazione delle responsabilità nei diversi passaggi: identificazione della salma, movimentazione del feretro, consegna agli operatori e accesso alla cremazione.
La famiglia intende conoscere con precisione chi avrebbe dovuto controllare l’identità del defunto e in quale momento la procedura sia stata interrotta o applicata in modo errato.
Solo dopo l’esame completo degli atti il legale valuterà quali iniziative intraprendere per tutelare i familiari di Leonardo Bonazzi.

 

Il caso arriva in Consiglio comunale

Lo scambio di salme a Firenze è arrivato anche all’attenzione del Consiglio comunale.
Il capogruppo di Forza Italia Alberto Locchi ha presentato un’interrogazione chiedendo chiarimenti sull’intera gestione della vicenda.
Secondo Locchi, un episodio di questa gravità non può essere considerato soltanto un errore operativo.
Occorre invece ricostruire ogni passaggio, sia per rispetto della famiglia sia per garantire procedure più sicure nella gestione dei defunti.
Danti ha riferito di aver contattato personalmente i familiari per esprimere la vicinanza dell’amministrazione comunale.
Le verifiche dovranno ora chiarire anche se le procedure interne siano state rispettate e quali misure potranno evitare il ripetersi di episodi simili.

Anche la data di morte sarebbe risultata errata

Nel corso delle verifiche, la famiglia avrebbe scoperto un’ulteriore anomalia.
Sull’attestato relativo a Leonardo Bonazzi sarebbe stata indicata una data di decesso sbagliata.
Un altro elemento che dovrà essere verificato insieme alla documentazione già acquisita.
La vicenda presenta quindi diversi aspetti amministrativi e procedurali che richiedono chiarimenti.
Al centro resta però soprattutto il dolore di una famiglia che aveva organizzato il funerale per accompagnare Leonardo nel suo ultimo viaggio e che, pochi minuti prima della cerimonia, ha scoperto di non poterlo più fare.
Ora saranno le indagini interne, gli accertamenti e l’eventuale percorso giudiziario a stabilire le responsabilità.
Per i familiari, tuttavia, rimane una perdita che va oltre qualsiasi errore burocratico: la possibilità di salutare per l’ultima volta una persona amata.

 

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