Morto il più anziano sopravvissuto ad Auschwitz

18 Settembre 2026 - 08:15--Lutto-
Morto il più anziano sopravvissuto ad Auschwitz

Morto a 107 anni Yehuda Aharon Widawski, il più anziano sopravvissuto alla Shoah

È morto a 107 anni Yehuda Aharon Widawski, considerato il più anziano sopravvissuto alla Shoah residente in Israele.

La scomparsa è avvenuta l’11 settembre 2026, alla vigilia di Rosh Hashanah, il Capodanno ebraico.

Deportato ad Auschwitz nel 1944, trasformò la ricerca della tomba della nonna in una missione per salvare oltre tremila sepolture ebraiche.

Dopo essere sopravvissuto al rastrellamento del ghetto di Łódź, ad Auschwitz e ai lavori forzati, dedicò molti anni al recupero dei cimiteri ebraici polacchi.

Il suo lavoro consentì di identificare e contrassegnare oltre tremila tombe dimenticate o considerate perdute.

L’infanzia in Polonia e il trasferimento a Łódź

Yehuda Aharon Widawski nacque nel 1919 a Turek, nella Polonia centrale.

Era il secondo di quattro figli e crebbe in una famiglia tradizionale, profondamente legata agli ideali del sionismo.

Nel 1933 la famiglia si stabilì a Łódź, importante centro industriale e tessile polacco.

Ancora molto giovane, Widawski partecipò alle attività del movimento sionista Hashmonaim.

Contribuì anche alla gestione di un’impresa tessile che produceva camicie e biancheria per l’esercito polacco.

L’invasione tedesca della Polonia, iniziata nel settembre 1939, sconvolse definitivamente la vita della famiglia.

La vita nel ghetto di Łódź

Nel 1940 le autorità naziste istituirono il ghetto di Łódź, destinato alla segregazione della popolazione ebraica.

La famiglia Widawski fu costretta a trasferirsi all’interno del quartiere chiuso.

Nell’abitazione vissero insieme fino a quindici familiari, condividendo spazi ridotti e condizioni sempre più difficili.

Nonostante le privazioni, i Widawski continuarono a lavorare nel settore tessile.

All’interno della casa organizzarono anche una mensa per distribuire pasti agli abitanti più poveri del ghetto.

Quell’attività rappresentò un gesto concreto di solidarietà in un luogo segnato dalla fame, dalle malattie e dalle deportazioni.

La deportazione ad Auschwitz

Nell’agosto 1944 i nazisti avviarono la liquidazione definitiva del ghetto di Łódź.

Yehuda, i genitori Abraham e Leah e diversi fratelli furono deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.

I genitori e il fratello maggiore Gabriel vennero assassinati subito dopo l’arrivo.

Anche altri componenti della famiglia morirono nei campi di Buchenwald e Stutthof.

Otto giorni dopo, Yehuda e il fratello minore Jehoszua furono trasferiti nel campo di lavoro di Friedland.

La struttura faceva parte del sistema concentrazionario di Gross-Rosen.

I due fratelli furono obbligati a lavorare nella produzione di ali per aeroplani militari tedeschi.

Il campo venne liberato dall’Armata Rossa il 9 maggio 1945.

Yehuda, suo fratello e uno zio furono gli unici componenti della famiglia a sopravvivere allo sterminio.

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Il ritorno a Łódź e la ricostruzione della vita

Dopo la liberazione, Widawski tornò a Łódź insieme al fratello.

L’appartamento della famiglia era occupato da altre persone e il mondo conosciuto prima della guerra non esisteva più.

Yehuda decise comunque di ricominciare.

Fondò una nuova fabbrica tessile, sposò Lea Dobrysz e costruì una famiglia.

Durante gli anni trascorsi in Polonia sostenne anche le attività dell’Irgun, organizzazione ebraica attiva nella Palestina mandataria.

Nel 1950 emigrò in Israele, dove avviò e gestì diverse imprese commerciali.

Il ritorno in Polonia per cercare una tomba

Nel 1978 Widawski tornò in Polonia per cercare la tomba della nonna nel cimitero ebraico di Łódź.

Il degrado del luogo e l’abbandono delle sepolture lo colpirono profondamente.

Quella ricerca personale diventò presto una missione destinata a impegnarlo per decenni.

Widawski consultò documenti, registri e archivi.

Percorse i cimiteri, individuò lapidi nascoste e contribuì all’identificazione di migliaia di persone sepolte.

Partecipò inoltre al restauro del grande cimitero ebraico di Łódź e di altri luoghi della memoria in Polonia.

Tra le sepolture recuperate figuravano anche quelle di importanti rabbini e personalità delle comunità ebraiche scomparse.

Grazie al suo impegno furono identificati più di tremila sepolcri, mentre altre migliaia ricevettero interventi di tutela e restauro.

L’omaggio durante la Giornata della Memoria

Nel 2012 Widawski venne scelto per accendere una delle fiaccole durante la cerimonia nazionale israeliana dello Yom HaShoah.

Il riconoscimento premiò sia la sua storia di sopravvissuto sia il lavoro compiuto per proteggere i luoghi della memoria ebraica.

Nel 2015 partecipò anche alle commemorazioni per il settantesimo anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau.

La sua vita rappresenta un ponte diretto tra la tragedia vissuta nei campi di concentramento dal popolo ebraico e il dovere di trasmetterne la memoria.

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