Udine: le onoranze funebri comunali cambiano modello

Udine, le onoranze funebri comunali passano alla gestione mista con operatori privati
Il Comune di Udine riorganizza lo storico servizio pubblico di onoranze funebri.
Palazzo D’Aronco ha scelto un modello di gestione mista, che coinvolgerà amministrazione comunale e operatori privati specializzati.
Il Comune manterrà la titolarità del servizio, la gestione amministrativa e il controllo sulla qualità delle prestazioni.
Le attività operative legate all’organizzazione e allo svolgimento dei funerali passeranno invece a soggetti esterni selezionati attraverso una gara d’appalto.
La nuova organizzazione entrerà in funzione a gennaio.
L’obiettivo dichiarato è garantire la continuità del servizio, tutelando le famiglie e affrontando le difficoltà economiche e organizzative emerse negli ultimi anni.
Il Comune resterà il punto di riferimento per le famiglie
Il passaggio alla gestione mista non comporterà l’uscita del Comune dal settore funerario.
L’amministrazione continuerà a rappresentare il riferimento diretto per i cittadini che richiederanno il servizio.
Gli uffici comunali seguiranno le procedure amministrative, controlleranno l’attività dell’operatore incaricato e definiranno gli standard qualitativi.
Il Comune conserverà anche la responsabilità sulle tariffe.
Secondo quanto stabilito dalla Giunta, i prezzi applicati alle famiglie non subiranno variazioni con l’avvio del nuovo modello.
La presenza pubblica manterrà quindi una funzione di garanzia e di equilibrio del mercato.
Il servizio comunale continuerà a offrire tariffe trasparenti e un’assistenza attenta alle necessità delle persone colpite da un lutto.
Funerali comunali diminuiti del 37%
Alla base della riorganizzazione figurano soprattutto la diminuzione delle richieste e l’aumento dei costi.
Tra il 2017 e il primo semestre del 2026, i funerali affidati alle onoranze funebri comunali sono diminuiti del 37%.
Sul territorio è cresciuta, nello stesso periodo, la presenza di imprese funebri private strutturate.
Queste aziende possono proporre alle famiglie una gamma più ampia di servizi complementari e soluzioni personalizzate.
La riduzione dell’attività ha inciso sulla sostenibilità della gestione diretta.
Il Comune deve infatti mantenere una struttura organizzativa stabile anche durante i periodi nei quali le richieste risultano meno numerose.
Costi aumentati del 25% in quattro anni
Alla contrazione dei funerali si è affiancato un significativo incremento delle spese.
Tra il 2020 e il 2024, i costi complessivi del servizio comunale sono aumentati del 25%.
La spesa per il personale è cresciuta del 23%, mentre quella destinata a beni e servizi ha registrato un incremento del 22%.
Questi dati hanno spinto l’amministrazione a valutare un modello capace di contenere i costi fissi senza rinunciare alla funzione pubblica.
Il settore funerario presenta inoltre esigenze difficili da programmare.
Il numero dei decessi e delle richieste può cambiare rapidamente, con periodi di minore attività alternati a improvvisi picchi di lavoro.
Le imprese private possono ricorrere a forme organizzative più flessibili.
Un ente pubblico, invece, deve rispettare regole di reclutamento e gestione del personale molto più rigide.
Le difficoltà legate al lavoro dei necrofori
La riorganizzazione risponde anche alle criticità nella gestione del personale operativo.
Il lavoro dei necrofori richiede preparazione, esperienza e una particolare capacità di affrontare situazioni emotivamente delicate.
Si tratta inoltre di un’attività impegnativa dal punto di vista fisico e psicologico.
Il pensionamento degli operatori più esperti, il turnover e le eventuali inidoneità alla mansione hanno complicato la programmazione del servizio.
Anche le procedure previste per assumere personale negli enti pubblici rendono difficile sostituire rapidamente gli addetti o potenziare le squadre nei momenti di maggiore necessità.
L’affidamento della parte operativa a un soggetto specializzato dovrebbe consentire una risposta più flessibile alle variazioni della domanda.
Scartate la chiusura e l’esternalizzazione completa
Prima di approvare il nuovo assetto, la Giunta comunale ha esaminato diverse possibilità.
Tra le ipotesi figuravano la cessazione della componente commerciale, l’esternalizzazione completa e il mantenimento della gestione diretta con una revisione delle tariffe.
L’amministrazione ha scelto la gestione mista perché la considera il migliore equilibrio tra sostenibilità economica, qualità delle prestazioni e tutela dell’interesse pubblico.
Il Comune non organizzerà direttamente le operazioni funerarie, ma continuerà a vigilare sul servizio e sulle condizioni offerte alle famiglie.
Il nuovo modello dovrà quindi unire la capacità organizzativa delle imprese specializzate alla funzione di controllo dell’ente pubblico.
Nessun licenziamento per i sette dipendenti comunali
La riorganizzazione non comporterà licenziamenti.
I sette dipendenti comunali attualmente impegnati nelle attività operative conserveranno il proprio posto di lavoro.
Il Comune ha già illustrato il percorso alle rappresentanze sindacali.
I lavoratori seguiranno un programma di riqualificazione e verranno ricollocati in altri settori dell’amministrazione.
Potranno rafforzare soprattutto le squadre dedicate al verde pubblico, alle manutenzioni, alle opere e alle attività degli operai comunali.
Con questa soluzione Palazzo D’Aronco punta a preservare le competenze del personale e, nello stesso tempo, a potenziare servizi che necessitano di nuove risorse.
La gestione mista rappresenta dunque un cambiamento rilevante per le onoranze funebri comunali di Udine.
Il Comune manterrà il controllo, le tariffe e il rapporto con i cittadini.
Gli operatori privati si occuperanno invece dell’esecuzione materiale dei servizi, garantendo maggiore flessibilità nella gestione dei funerali.







































