Suicidarsi con raggiro in Svizzera.

24 Ottobre 2017 - 09:07--Attualità, Video-

Non era malato terminale Pietro D’Amico, ex magistrato che l’11 aprile 2013 è andato a Basilea, in Svizzera, per morire aiutato dalla dottoressa Erika Preisig. Soffriva di depressione, una condizione insufficiente a ricevere il suicidio assistito, e per questo motivo ha falsificato i documenti medici per attribuirsi una gravissima malattia.
Una storia diversa da quella di Piera Franchini, Dj Fabo o Davide Trentini, ciascuno affetto da un morbo per cui non ci sarebbe stata soluzione e tutti accomunati dalla scelta di porre fine alla propria vita. Quella di Pietro D’Amico è dunque una storia che fa discutere, raccontata dalla figlia Francesca che è stata tenuta all’oscuro di tutto fino a quando ha ricevuto la fatidica telefonata dalla dottoressa Preisig. Suo padre era morto, ma nessuno l’aveva avvisata di nulla e Francesca vorrebbe rivalersi a livello legale su Erika Preisig che tuttavia per la legge svizzera non ha commesso alcun reato.

fonte: iene.mediaset.it

 

newsletter
rimani informato

Iscriviti alla nostra newsletter, riceverai solo informazioni utili.

Leggi la nostra Privacy Policy per maggiori informazioni su come trattiamo i tuoi dati personali.

Condividi sui tuoi social...
Articoli correlati
TgFuneral24 Consiglia
Fiera funeraria di Bologna
Holding Funeraria Italiana
scacf cofani funebri perugia
lorandi group industria cofani funebri a brescia
gfm asti imbottiture funebri eccellenza della manifattura italiana
Paolo Imeri - Urne Cinerarie e Cofani Funebri
ellena autotrasformazioni saluzzo
Riello F.lli srl
registro italiano imprese funebri
pet news 24 quotidiano di informazione dedicato ai nostri amici animali
memories books necrologi funerali e annunci di lutto in italia