Addio alla prima donna giudice della Corte Costituzionale.


Figura di assoluto rilievo della vita istituzionale italiana del secondo Novecento, Contri è stata la prima donna giudice della Corte costituzionale, aprendo la strada a una nuova stagione di presenza femminile ai vertici dello Stato.
Si è spenta il 27 dicembre all’ospedale di Rapallo, in Liguria, lasciando un’eredità fatta di rigore giuridico, senso delle istituzioni e attenzione costante ai diritti fondamentali.
Una carriera costruita sul diritto e sul senso dello Stato
Nata e formatasi come avvocata, Fernanda Contri si afferma presto come una delle giuriste più autorevoli del Paese.
La sua attività si concentra in particolare sul diritto di famiglia, sulla tutela dei minori e sulla protezione delle fasce più deboli della società.
Parallelamente, costruisce un profilo istituzionale solido, che la porta a ricoprire incarichi di altissimo livello, diventando un punto di riferimento anche per le nuove generazioni di donne impegnate nella vita pubblica.
Dal CSM a Palazzo Chigi
Nel 1985 viene nominata giudice aggregata della Corte costituzionale, un passaggio che anticipa un percorso di vertice.
L’anno successivo il Parlamento la elegge al Consiglio superiore della magistratura, dove svolge un ruolo centrale.
Fa parte del Comitato Antimafia, è vicepresidente della Sezione disciplinare e presidente della IV Commissione referente.
In questi anni nasce anche una profonda amicizia con Giovanni Falcone, con cui condivide riflessioni e preoccupazioni sulla lotta alla criminalità organizzata.
Nel giugno 1992, su nomina del presidente del Consiglio Giuliano Amato, diventa segretaria generale della Presidenza del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, prima donna a ricoprire questo incarico.
Nell’aprile 1993 entra nel governo guidato da Carlo Azeglio Ciampi come ministra per gli Affari sociali.
Si occupa di immigrazione, assistenza sociale e aiuti umanitari, lavorando anche sull’emergenza della guerra nell’ex Jugoslavia e promuovendo un disegno di legge sulla tutela dei diritti del minore.
La storica nomina alla Corte costituzionale
Il 4 novembre 1996 arriva la nomina che segna la storia.
Il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro la sceglie come giudice della Corte costituzionale, rendendola la prima donna nella storia della Consulta.
Durante il mandato è estensore di numerose sentenze di grande rilievo, che spaziano dal diritto costituzionale al diritto di famiglia, dall’immigrazione alla previdenza, fino ai temi del segreto di Stato.
Nel 2002 riceve la laurea honoris causa in Legge dall’University College London, prima volta per un cittadino italiano.
Il 14 dicembre 2004 presiede l’udienza solenne della Corte costituzionale, un altro primato femminile.
Nel 2005 diventa presidente facente funzioni e poi vicepresidente della Corte, prima di concludere il mandato nel novembre dello stesso anno.
L’impegno dopo la Consulta e il legame con la Liguria
Negli anni successivi continua a essere protagonista della vita civile.
Partecipa a organismi del Consiglio d’Europa, commissioni ministeriali, comitati etici e fondazioni impegnate nella difesa dei diritti umani e dei minori.
È attiva in numerose realtà associative e istituzionali, tra cui la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone.
Dal 2004 vive a Chiavari, dove rimane una figura molto presente nel dibattito pubblico e nella vita sociale del territorio.
Il cordoglio delle istituzioni
Alla notizia della scomparsa, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha espresso profondo cordoglio, ricordando una giurista che ha servito lo Stato con competenza e autorevolezza.
Fernanda Contri lascia un segno profondo nella storia repubblicana.
La sua vita testimonia come il diritto possa diventare strumento di progresso civile e di reale uguaglianza nelle istituzioni.






























































