È morta Patrizia De Blanck, la soubrette dal sangue blu.

È morta Patrizia De Blanck, la soubrette dal sangue blu che ha attraversato un’epoca
È morta a Roma, all’età di 85 anni, Patrizia De Blanck, contessa, soubrette, personaggio televisivo e icona di uno stile ormai scomparso.
Da tempo malata, aveva scelto di affrontare la sua lunga sofferenza lontano dai riflettori, quegli stessi riflettori che per decenni avevano illuminato una personalità fuori dagli schemi, capace di dividere, stupire e lasciare il segno.
A dare l’annuncio è stata la figlia Giada, con parole cariche di dolore e amore assoluto.
Un legame viscerale, raccontato senza filtri, che restituisce la dimensione più intima di una donna spesso conosciuta solo per le sue uscite pubbliche e televisive.
Il dolore della figlia Giada
«Non ho la forza neanche di parlare», ha scritto Giada sui social.
Ha raccontato una malattia devastante, vissuta nel silenzio e nella riservatezza, proteggendo la madre fino all’ultimo istante.
Un rapporto totalizzante, fatto di dedizione, cura e battaglie affrontate insieme.
«Vivró per due», ha promesso, suggellando un legame che, nelle sue parole, nemmeno la morte potrà spezzare.
Una vita anticonvenzionale
Nata a Roma nel 1940, Patrizia De Blanck era figlia dello scrittore e politico cubano Guillermo De Blanck y Menocal e della contessa veneziana Lloyd Dario.
Un’infanzia segnata da un rapporto complesso con la madre, definita “la donna più bella d’Europa”, che la spinse giovanissima a lasciare casa e a sposarsi per affermare la propria indipendenza.
Quel primo matrimonio, con l’aristocratico britannico Anthony Leigh Milne, durò pochissimo.
Seguì una vita sentimentale intensa, raccontata sempre con disarmante sincerità, tra amori celebri, amicizie particolari e relazioni vissute senza alcuna forma di ipocrisia.
Tra flirt celebri e grandi passioni
Nel suo racconto pubblico entrarono nomi che appartengono alla storia dello spettacolo e dell’imprenditoria.
Da Franco Califano, definito l’uomo più imprevedibile e affascinante che avesse mai amato, ad Alberto Sordi.
Da Warren Beatty a Walter Chiari, fino a Raul Gardini e Mohamed Al Fayed.
La contessa, però, ha sempre rivendicato la libertà di amare al di là dello status sociale.
«Ho avuto una storia anche con un idraulico», raccontava con ironia, ribadendo che l’eleganza non è una questione di titoli.

L’amore e la maternità
Di tutt’altra intensità fu il legame con Giuseppe Drommi, console di Panama, sposato nel 1971.
Da quell’unione nacque Giada, l’unica figlia.
Un amore tormentato, segnato dalla malattia e dalla morte prematura del marito, che Patrizia assistette fino all’ultimo respiro.
Dalla nobiltà alla televisione pop
Il grande pubblico la conobbe inizialmente come valletta de Il Musichiere di Mario Riva nel 1958.
Negli anni, però, Patrizia De Blanck divenne soprattutto un volto televisivo capace di raccontarsi senza filtri.
La partecipazione a reality come Grande Fratello Vip e L’Isola dei Famosi la trasformò in un personaggio cult.
Le sue frasi, spesso sopra le righe, restituivano un’idea di nobiltà completamente svincolata dalla forma.
“Quando morirò, mettete una pietra tombale su un’epoca”
Nel 2022, ospite di Oggi è un altro giorno, condotto da Serena Bortone, pronunciò una frase che oggi suona come un testamento.
Disse che con la sua morte si sarebbe chiusa un’epoca.
Un tempo fatto di mondanità, eccessi, romanticismo e libertà assoluta.
Oggi quel giorno è arrivato.
Con la scomparsa di Patrizia De Blanck se ne va un personaggio controverso, certo, ma anche una donna che ha scelto l’autenticità fino all’ultimo.



































































