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Il 18 febbraio 1963 la prematura morte di Beppe Fenoglio

18 Febbraio 2026 - 09:00--Anniversari-
Il 18 febbraio 1963 la prematura morte di Beppe Fenoglio

Beppe Fenoglio, voce autentica della Resistenza italiana

Il 18 febbraio 1963 muore Beppe Fenoglio, scrittore partigiano e tra le voci più incisive del secondo Novecento italiano.
Nasce il 1º marzo 1922 ad Alba, nel cuore delle Langhe.
Il padre Amilcare, garzone di macelleria, riesce ad avviare un’attività propria e garantisce ai figli un percorso di studi solido.
Beppe Fenoglio frequenta il liceo Govone di Alba e si distingue per curiosità intellettuale e passione per la lettura.
Coltiva un interesse profondo per la lingua e la letteratura inglese, che diventa una cifra distintiva del suo stile.
Nel 1940 si iscrive alla facoltà di Lettere all’Università di Torino, ma la guerra interrompe bruscamente il suo cammino accademico.
Gli insegnamenti di Leonardo Cocito e Pietro Chiodi incidono in modo decisivo sulla sua formazione.
Attraverso di loro entra in contatto con il pensiero filosofico e con i valori dell’antifascismo, che orientano le sue scelte di vita.

La guerra e l’esperienza partigiana nelle Langhe

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, Beppe Fenoglio sceglie la lotta armata.
Si unisce alle Brigate Garibaldi e successivamente passa ai partigiani autonomi della 2ª Divisione Langhe.
Partecipa nel 1944 alla breve esperienza della Repubblica Partigiana di Alba, episodio che trasfigura poi nella narrazione letteraria.
Grazie alla padronanza dell’inglese diventa interprete e ufficiale di collegamento con le truppe alleate.
Questo ruolo rafforza il suo legame con la cultura anglosassone e modella una scrittura originale, capace di fondere italiano e inglese in una lingua aspra e moderna.
L’esperienza della Resistenza segna in modo definitivo la sua opera.
Fenoglio racconta la guerra senza retorica, con uno sguardo diretto e realistico, mettendo al centro uomini, paure e contraddizioni.

L’esordio letterario e il successo postumo

Dopo il conflitto torna ad Alba e lavora come corrispondente estero per una casa vinicola.
Nel 1952 pubblica con Einaudi “I ventitré giorni della città di Alba”, raccolta che attira subito l’attenzione della critica.
Seguono “La malora” nel 1954 e “Primavera di bellezza” nel 1959.
Negli anni successivi lavora intensamente ai suoi romanzi.
“Il partigiano Johnny”, considerato il suo capolavoro, resta incompiuto e viene pubblicato postumo nel 1968.
L’opera offre uno dei ritratti più potenti della Resistenza italiana e consolida il nome di Beppe Fenoglio nella storia della letteratura.

Morte e funerali ad Alba

Nel 1962 una emorragia rivela un cancro ai bronchi.
Ricoverato alle Molinette di Torino, rifiuta cure aggressive e affronta la malattia con fermezza.
Muore nella notte del 18 febbraio 1963, a soli 40 anni.
I funerali si svolgono ad Alba con rito civile, secondo la sua volontà, senza fiori né discorsi.
Un breve ricordo viene pronunciato da don Natale Bussi, suo ex professore.
La tomba di Beppe Fenoglio si trova nel cimitero di Alba, al centro delle colline che hanno nutrito la sua scrittura.

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